DI VINCENZO G. PALIOTTI
Grande prestazione degli uomini di coach Spoelstra che vincendo gara 3 riaprono i giochi per l’anello ma che, soprattutto, dimostrano come quel 2 a 0 nelle due prime gare non diceva poi il reale valore delle squadre in campo.
Stanotte la squadra di Miami ha dimostrato di essere squadra vera mentre i Lakers confermano i “sospetti” che se il duo delle meraviglie, Le Bron Davis, non va al massimo devono temere la rimonta e nulla è scontato, forse coach Dan Peterson ha ragione quando sostiene che i gialloviola senza i due gioielli farebbe fatica nella Eurolega.
I numeri dei Miami danno un’idea precisa di quanto è accaduto in campo: Jimmy Butler assoluto MVP della partita chiude la gara con una tripla con ben 40 punti, 13 assist e 11 rimbalzi con 8 su 12 al tiro. Assieme a lui si sono rivelati decisivi Herro e Olynyk con 17 punti. Ma è stata comunque tutta la squadra a giocare con un’aggressività e una pressione che non si erano viste nelle prime due gare, la squadra ha tirato intorno al 49,6% dal campo e sui tiri liberi è stata quasi perfetta.
Che dire dei Lakers? Serata da dimenticare per Anthony Davis, limitato dallo scarso rendimento e dai falli, già 3 nei primi 7 minuti del primo quarto. Ma non solo lui non ha brillato, la panchina ha dato molto poco e l’apporccio alla gara è sembrato completamente sbagliato, forse i Lakers pensavano di avere già in pugno il titolo. Si è salvato in parte Kyle Kzuma, 19 punti, ed anche Morris 19 punti e 6 rimbalzi. Comunque, c’è un 33% di squadra al tiro dal campo, oltre ad una percentuale molto scarsa sui liberi, che la dice lunga sulla serata dei Lakers. L’unico che si salva è il solito Le Bron che esce con 25 punti, 10 rimbalzi e 8 assist, sfiorando quindi la seconda tripla in questa serie finale.
La partita la si può leggere nei numeri che hanno espresso i protagonisti di gara 3. Miami ha sempre tenuto in controllo la gara allungando diverse volte costringendo i Lakers ad affannose rincorse e solo nel terzo quarto è riuscita a passare in vantaggio, vantaggio subito ripreso dagli Heats. A differenza di gara due i californiani hanno perso la gara sotto i tabelloni, specie nei rimbalzi offensivi cercando poi ostinatamente il tiro da tre, con percentuali misere, rinunciando a quelle penetrazioni in velocità che gli avevano permesso di dominare le prime due gare, c’è da dire però che stavolta i Miami hanno sfiorato la perfezione nella difesa del perimetro, costringendo quindi i gialloviola al tiro dalla distanza.
Da evidenziare che gli Heats sono ancora senza Dragic e Adebayo, si può immaginare cosa può accadere e quale impatto può dare alle gare restanti il recupero di queste due importantissime pedine. Per i Lakers sarà importante capire dove hanno sbagliato e perché, ne sapremo di più già nella prossima gara, la quarta, in programma nella notte tra martedì e mercoledì prossimi.