VIDEOGAME. “CHINA: MAO’S LEGACY”, LO STRATEGICO-GESTIONALE SULL’ASCESA DELLA CINA

DI LUCA BAGATIN

Da tempo la Cina è al centro del dibattito pubblico. Vuoi per la questione dei dazi doganali che gli USA avrebbero voluto imporle; vuoi per l’avanzare di colossi tecnologici, ultimo ma non ultimo, quello delle telecomunicazioni, Huawei; vuoi per la recente emergenza sanitaria Covid 19.

La Cina, da Paese coloniale, feudale e agricolo, si è trasformata, ormai da tempo, nella pressoché prima potenza mondiale. Ma come è riuscita a scalare la vetta ?

“China: Mao’s Legacy” – ultimo capolavoro della Kremlingames (http://en.kremlingames.com/) – sembra un videogame che – in questo senso – cade a fagiolo e pare darci qualche piccola spiegazione, facendoci anche divertire. E ciò non fosse altro perché ambientato in un periodo cruciale della storia cinese, ovvero il finire degli Anni ’70 e l’inizio degli Anni ’80, allorquando la Repubblica Popolare Cinese, da Paese prevalentemente agricolo e ad economica chiusa e piuttosto arretrata, si trasformerà in Paese via via sempre più industrializzato e in grado di competere, sotto il profilo economico-commerciale, con i colossi della Guerra Fredda USA e URSS.

Siamo infatti nel 1976 e il grande leader Mao Tse-tung, Presidente del Partito Comunista Cinese e Presidente della Repubblica, anziano e malato, è prossimo alla morte. La sua Rivoluzione Culturale è ormai alla fine e il vento del riformismo – guidato dall’anziano Deng Xiaoping – sta soffiando in seno al Partito. A guidare il Paese, in qualità di Primo Ministro, il pragmatico e moderato Hua Guofeng che, nel videogame, sarà inizialmente interpretato proprio dal giocatore. Giocatore che avrà infatti il compito di guidare la Cina dal 1976 al 1985, mantenendo saldo il potere e mediando fra le varie correnti del Partito, che andranno da quella più maoista e “di sinistra”, passando per la corrente conservatrice, moderata, riformista e liberale. Le correnti interne al Partito sono uno dei fattori cruciali del gioco, in quanto i rispettivi rappresentanti faranno di tutto per raggiungere il vertice del potere, complottando e cospirando, anche contro il Primo Ministro, se non in sintonia con loro. Compito del Primo Ministro è inoltre quello di gestire l’economia pianificata del Paese, finanziando sia la ricerca scientifica in campo agricolo, industriale e militare, sia i vari settori: che vanno da quello militare a quello dei servizi segreti, passando per il welfare, i servizi pubblici, la propaganda e le missioni diplomatiche. Vi è inoltre la possibilità, nel caso in cui vi fossero difficoltà finanziarie, di aumentare il debito pubblico oppure, nei periodi più favorevoli, risparmiare danaro e investirlo nelle riserve auree del Paese. Per migliorare l’economia è chiaro che la nostra Cina deve aprire un maggior numero possibile di commerci con gli altri Paesi, facendo peraltro in modo di mantenere buoni rapporti sia con l’URSS che con gli USA. In questo senso sarà possibile, mano a mano che il gioco avanza e che gli eventi storici lo permetteranno, influenzare altri Paesi del mondo, dall’Asia, all’Africa, sino all’Europa, in modo da aprire nuove partnership politiche, economiche e/o militari. E’ possibile inoltre riallacciare i rapporti con l’URSS, iniziando a competere nel campo socialista, oppure allacciare ottimi rapporti con gli USA e competere con essi, aprendo all’economia di mercato, oppure, eventualmente, seguire una propria via cinese al socialismo e invitando quanti più Paesi del mondo ad aderire alla nostra economia e visione politica.

“China: Mao’s Legacy”, come nella migliore tradizione Kremlingames, presenta una grafica semplice e minimale, ma un livello di profondità storica, politica e tecnica di gioco, davvero interessante.

Il gioco consta di sette sezioni principali: la mappa del mondo; la sezione economica (i settori che decideremo di finanziare); la sezione della ricerca scientifica (con le varie tecnologie in ambito agricolo, industriale e militare); la sezione delle correnti politiche interne al Partito e il loro grado di influenza in Parlamento, oltre che le caratteristiche politiche del nostro Stato e l’orientamento politico che sta seguendo (comunismo, socialismo di mercato…); la sezione del politici (che presenta l’organigramma dei componenti del Partito Comunista Cinese, le loro caratteristiche, i loro rapporti nei nostri confronti – ovvero del Primo Ministro -, la possibilità di assegnare loro cariche particolari, oppure farli sorvegliare dai servizi segreti, oppure ancora ucciderli se stanno diventando scomodi ai nostri scopi…); la sezione generale che indica le statistiche del nostro Paese e il grado di influenza che stiamo esercitando su altri Paesi e altri dati statistici utili e, infine, la sezione delle guerre, nella quale avremo la possibilità, come Cina, di sostenere uno dei Paesi belligeranti in caso di conflitti (ad esempio nel conflitto fra la Cambogia e il Vietnam, oppure in quello fra Iraq e Iran).

Come i precedenti videogame della Kremlingames, ovvero “Crisis in the Kremlin” e “Ostalgie”, anche “China: Mao’s Legacy” presenta, mano a mano che i “giorni” del gioco passano, degli eventi storici e politici che verranno sottoposti – di volta in volta – al Primo Ministro/giocatore. Sta a lui, attraverso un sistema di risposta multipla, reagire a tali eventi. Ogni decisione influirà, chiaramente, sulla situazione politica, economica e sociale del Paese, oltre che aumenterà o diminuirà il consenso della popolazione o dei componenti del Partito nei nostri confronti.

Il gioco sembra dunque non deludere gli appassionati di videogame geopolitici e storici profondi. L’unica pecca vera è la solita mancanza della lingua italiana e, quindi, o il giocatore ha una conoscenza quantomeno basica della lingua inglese, oppure non potrà godersi appieno questo titolo. Per il resto, Kremlingames, pur essendo una piccola software house russa indipendente, formata da giovani sviluppatori appassionati e a bassissimo budget, riesce sempre a realizzare videogame interessanti e, soprattutto, sempre aggiornati, anche a distanza di anni.

I requisiti per poterlo giocare sul vostro pc sono davvero molto bassi: un sistema operativo da Windows 7 in su; 2 GB di RAM; 1 GB di spazio diseponibile su disco.

Per acquistarlo e scaricarlo è sufficiente farlo a questo link: https://store.steampowered.com/app/950740/China_Maos_legacy/

La storia moderna della Cina non avrà dunque più segreti.

Luca Bagatin