PEPPINO IMPASTATO E I CENTO PASSI

DA REDAZIONE

Il 7 maggio 1978 Peppino #Impastato tenne il suo ultimo comizio.
Verrà ucciso due giorni dopo, a soli trent’anni, a Cinisi dalla mafia.

Il delitto all’epoca passò quasi inosservato poiché commesso lo stesso giorno in cui avvenne il ritrovamento del corpo di Aldo Moro in via Caetani.

Fu ideato dagli uomini di Cosa Nostra in modo tale da farlo sembrare un fallito attentato terroristico messo in atto dallo stesso Impastato, dilaniato da una carica di tritolo che lui stesso avrebbe sistemato lungo la strada ferrata della stazione di Cinisi.

Durante il processo, grazie alle indagini condotte dal giudice Rocco Chinnici, la tesi dell’attentato terroristico fallito fu ribaltata e fu condannato all’ergastolo Tano Badalamenti, il boss di Cinisi che abitava a cento passi dall’abitazione di Impastato e che quest’ultimo, spesso, attaccava dai microfoni della sua Radio Aut.

Peppino Impastato è stato ed è tutt’ora un esempio di giornalismo fatto di denunce senza paura e di lotte per la legalità.
“Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda. Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi, prima di abituarci alle loro facce, prima di non accorgerci più di niente”.

Stefania Ascari