DI VINCENZO G. PALIOTTI
Oggi è morto Gerd Muller, il re dei realizzatori, il più famelico frequentatore delle aree avversarie che lui, per le sue grandi doti, “terrorizzava”.
“Quanto ti ho odiato” in quella notte allo stadio Azteca di Città del Messico. Era giugno del 1970 e si disputava la semifinale della Coppa Rimet, oggi coppa FIFA, semifinale nella quale Gerd ci fece soffrire mettendo a segno tre gol.
Naturalmente lo “odiavo” sportivamente parlando, ma da amatore, e da praticante di questa disciplina sportiva, Gerd era per me la personificazione del gol, e quindi lo stimavo. Mi era anche simpatico per i suoi atteggiamenti sfrontati, quasi irridendo chi tentava di fermarlo.
Gerd è cresciuto nel Bayern Monaco dove ha esordito diciannovenne e dove ha disputato 459 partite mettendo a segno 404. Con la squadra di Monaco ha vinto 4 titoli nazionali, 3 Coppe ei Campioni e 1 Coppa delle Coppe. Pallone d’oro 1970, scarpa d’oro 1970 e 1972. Ha chiuso la sua carriera negli USA giocando con il Fort Lauderdale.
In totale tra Germania e USA ha giocato 607 gare segnando 566 reti.
In Nazionale ha giocato 62 partite mettendo a segno 68 reti, una percentuale pazzesca di 1,09 reti a partita. Con i bianchi della Germania Ovest ha vinto un mondiale, un Europeo ed un terzo posto in Messico 1970. Un palmares che fa impallidire una qualsiasi stella del calcio attuale.
Gerd purtroppo era da tempo malato di Alzheimer e negli ultimi tempi si era completamente lasciato andare. La moglie in un’intervista disse che Gerd non mangiava neppure più come se avesse scelto di aspettare l’arrivo della fine. I vecchi compagni del Bayern, Beckenbauer, Sepp Mayer, Paul Breitner, per fare qualche nome, comunque gli sono sempre stati vicino.
Un grande campione che va ricordato per quanto ha fatto, il commento di uno dei ventidue di quella Italia – Germania Ovest sintetizza l’importanza di Muller in campo per compagni e avversari. Enrico Albertosi, indimenticato portiere azzurro di quegli anni, dice di lui: “Senza Gerd Muller non ci sarebbe stato quel mitico 4 a 3 in quella partita che è diventata la partita del secolo”.
R.I.P. Gerd, che la terra ti sia lieve.