23 SETTEMBRE 1985 GIANCARLO SIANI CADEVA SOTTO I COLPI DELLA CAMORRA

 

DI VINCENZO G. PALIOTTI

“La criminalità, la corruzione non si combattono solo con i carabinieri. Le persone per scegliere devono sapere, devono conoscere i fatti. E allora quello che un giornalista “giornalista” dovrebbe fare è questo: informare”. 

Sono parole di Giancarlo Siani. Parole che aveva ben scolpite nella mente per onorare i principi che animavano il suo lavoro di giornalista, un vero e proprio testamento morale che ogni persona che ha scelto di fare questo lavoro dovrebbe farne un comandamento da seguire sempre. Informare cioè con onestà, rispettando la verità, facendola conoscere al di sopra di ogni considerazione di qualsiasi genere, senza strumentalizzarla per fini personali, per compiacere un padrone un’ideologia, per ricavarne vantaggi personali.

Giancarlo per onorare la verità aveva scelto la via più difficile, la più pericolosa in certi casi e l’ha seguita fino a sacrificare la sua giovane esistenza, Giancarlo aveva infatti solo 26 anni quando la mano assassina della camorra pose fine alla sua vita.

Siani stava indagando sugli appalti concessi per la ricostruzione in Irpinia dopo il sisma del 1980 che vedeva coinvolti la camorra, la politica ed il mondo degli affari, la sua fine conferma quanto lui fosse arrivato vicino alla verità.

Mai come oggi c’è bisogno di altri Giancarlo Siani affinché la gente venga informata nel modo corretto, come Siani aveva scelto di fare. Nel mondo di oggi c’è purtroppo chi utilizza questo lavoro per l’esatto contrario, nascondendo proprio la verità tradendo così i principi fondamentali del proprio lavoro.

E’ per questo che Giancarlo Siani non va dimenticato, per questo lo dobbiamo tenere in vita con il suo esempio da trasmettere ai giovani e a tutti quelli che hanno scelto questo lavoro.