DI MAURO COLTORTI
Vi ricordate il maxi concorso voluto dal ministro della PA Renato Brunetta per reclutare esperti da affiancare alle amministrazioni del Sud per la gestione delle risorse del PNRR? Bene, sono arrivati a vincerlo in 821 e ora serve un nuovo concorso per reclutarne altri 2022 perché, come qualche giorno fa ha rivelato Il Fatto Quotidiano: “gli espertissimi del ministro della P.A. vogliono sapere quali amministrazioni li assumeranno, ma soprattutto chi si farà carico di formarli”.
E sono gli stessi candidati vincitori ad ammettere in una chat: “considerato come ha funzionato questo concorso, per la maggior parte siamo inesperti e lo sanno pure i sassi”. “Tranquilla, le risponde un collega, sei in ottima compagnia: io vengo dal Dams e ho una specializzazione in cinema. Al più ci metteranno a fare le fotocopie”.
Ma come è potuto accadere?
In realtà all’inizio il Concorsone era davvero roba per esperti dove pesavano titoli di studio, specializzazioni e soprattutto competenze specifiche nel settore delle politiche di coesione da certificare puntualmente sulla piattaforma Step One gestita da FORMEZ.
Infatti dei 70mila che si erano affrettati a compilare la domanda, solo 8528 erano passati alla seconda fase, quella dei test scritti, che però sono stati il solito macello: “domande sbagliate, refusi, tablet non funzionanti o che hanno fatto cilecca al momento dell’inserimento delle risposte ai test”.
Risultato: solo poche decine sono arrivate a totalizzare il punteggio richiesto, ma poi c’è stato il colpo a sorpresa: il ministero ha riammesso quelli che alla prima scrematura erano rimasti fuori, a cui è stato poi riservato un altro test di prova, con il risultato che la gran parte degli 821 che alla fine hanno vinto il concorso sono proprio quelli riammessi.
E quelli con più competenze? Esclusi e lasciati a casa.
Queste sono le selezioni che vuole la destra! Nel caos e disorganizzazione più totale. Immaginate il nuovo corso e chiedetevi se la destra sarà in grado di migliorare il paese.