IL PAESE DI BENGODI

DI GIANCARLO SELMI

 

 

Aziende ed imprenditori che vendono diamanti e, con le amicizie al posto giusto, una “ristrutturazione della filiera di vendita”, la pubblicazione di listini fake su di un prestigioso quotidiano economico, il coinvolgimento di qualche banca e di qualche alto o altissimo dirigente delle stesse, riescono a passare, in un anno, da un fatturato di un milione di euro, ad uno di 300 milioni.

Una truffa a danno degli ignari investitori di 1.300.000.000 complessivi, agevolata dai funzionari delle banche che convincevano e da sottosegretari appartenenti a fratelli di La Russa, che facevano la stessa cosa, in trasmissioni televisive.

Facile fare soldi in Italia se conosci un politico ed un Presidente o un Amministratore Delegato di una banca. Il calcolo è facile: diamanti venduti al triplo del loro valore di mercato: almeno il 70% di quel miliardo e trecento milioni transumato dalle tasche dei risparmiatori ad altre tasche. Nessuno in galera.

E poi c’è il capitolo, nell’infinito libro del Paese di Bengodi, dedicato ai cosiddetti manager di Stato. I boiardi di stato, per la nomina dei quali cadono governi, si rompono alleanze. Fanno fallire aziende, terremotano conti economici, fanno disastri, producono danni inenarrabili, vengono condannati… però, continuano a girare, con sontuosi stipendi, occupando cariche altissime in tutte le controllate, partecipate o statalizzate. Leonardo, Alitalia, Monte dei Paschi di Siena, Ferrovie, Finmeccanica, Enti Sportivi, bocciofile, condomini prestigiosi e chi più ne ha ne metta. Sempre gli stessi nomi. Una sorta di condanna per il contribuente.

Contrada del paese di Berlinzone, il Paese di Bengodi, è un luogo immaginario descritto da Giovanni Boccaccio nella III novella dell’VIII giornata del Decamerone, intitolata “Calandrino e l’elitropia”.

L’Italia di oggi, per traffichini, mafiosi, politici, boiardi, “manager pubblici”, creativi con le amicizie giuste, banchieri senza banche etc. etc., supera di molto le più goderecce fantasie ed immaginazioni del grande scrittore.

Altro che paese di Bengodi. Una donnona con mille tette e con latte a volontà, questa è la nostra Italia. Altro che Reddito di Cittadinanza. Fra politica e corruzione, per mantenere tutta quella gentaglia, l’Italia avrebbe bisogno di un Recovery Plan ogni tre anni.

Oppure che si votino partiti e gente onesta. E che Conte ritorni a fare il Premier. L’ultima speranza che ci rimane, prima che questo paese si desertifichi e che non ci siano più rimedi.