PROPONIMENTO PER L’ANNO NUOVO

DI MARIO PIAZZA

 

Ognuno ha le proprie contraddizioni e quasi sempre ci si convive benissimo, io però ne ho una in particolare che mi rode dentro come un tarlo da una quarantina d’anni.

La più cospicua eredità lasciatami da mio padre Giulio, animalista ante litteram, è stata uno sperticato amore e rispetto per gli animali. Purtroppo questo nobile sentimento ha sempre dovuto fare i conti con il meno nobile ma altrettanto sperticato amore per la buona cucina.

La battaglia tuttora in corso cominciò appunto decenni fa col mettere al bando pietanze succulente ma generate da atti di pura ferocia come la bollitura di crostacei vivi e l’ingrassamento meccanico delle oche. Erano anche gli anni in cui senza troppa fatica si riduceva il consumo di carne e fui felice di seguire la moda a cui tuttora mi attengo, escludendo anche dalla mia tavola gli animali macellati da cuccioli come l’agnello, il vitello, il capretto e il porcellino.

Nel decennio successivo venne l’Africa e con essa venne pure un’orgia gastronomica fatta di facoceri, coccodrilli, antilopi di ogni forma e dimensione, bufali, zebre e persino giraffe. Soddisfatte gola e curiosità durante i primi anni decisi poi che mai più avrei mangiato un animale selvatico, sottratto non agli orrendi allevamenti intensivi ma al suo meraviglioso ambiente naturale.

E’ arrivato il momento di fare il passo successivo.

Per il 2022 mi propongo di escludere dalla mia tavola tutti gli animali mammiferi, quelli che non seminano uova a casaccio ma che si prendono cura dei loro piccoli proprio come le nostre mamme hanno fatto con noi.

Sono certo che ce la farò ma rimane il problema del maiale che finora ha occupato il posto d’onore nella mia dieta carnivora sotto forma di salame, culatello, guanciale, ciauscolo, cotiche, stinco, puntine, lardo e chi più ne ha più ne metta.

Lo dico con tristezza… per il povero maiale non garantisco nulla.