SUA PLENIPOTENZIARITÀ

DI GIANCARLO SELMI

 

 

L’Ascensione (o discesa, fate voi) – prima parte

“Non vi preoccupate”
disse, quando, seduto (provvisoriamente) alla destra del Padre, ricevette la telefonata del Matt. “Penso a tutto io. Però mi raccomando, dite che ci sto pensando e che ancora non sono certo di accettare l’incarico”.
“Ma stiamo sicuri vero? Non è che poi ci fai una sorpresa? Accetti, no? Qui c’ho la metà dei ricconi d’Italia e quel toscano lì che mi parla “aumma aumma”, da vicino che dice che pure i muri hanno orecchie e che a volte gli puzza pure l’alito, tutte le logge, le banche, industriali, i giornali, che ripetono e quando, e quando e che mi stanno facendo uscire pazzo. Dicono tutti che arrivano tanti bei soldini e bisogna toglierli a quel coso lì che pretende di fare politiche sociali. Hai visto mai che arricchisce la plebaglia? E poi che ne sanno i plebei di salmone islandese e caviale del Don? Dammi certezze, per favore. Il Padre è d’accordo?”
“Beh, sai, a lui le politiche sociali, per certi versi vanno bene. Comunque non gli diciamo nulla. Co ‘sta storia del libero arbitrio lo fottiamo.
Accetto, accetto, non vi preoccupate. Non dite nulla, ci penso io. Piuttosto dì al toscano di preparare bene il tutto. Non vorrei che poi qualcuno appoggia il coso ed i progetti se ne vadano aff”.
“Non ti preoccupare”, rispose il Matt, “il toscano è un diavolo. Non lo dire al Padre”.
Cominciò così l’avventura e, per certi versi, ci fu l’avvento.