LUCIANO RAGNO
E’ già domenica.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Rischia di diventare un modello codificato la modalità di licenziare via WaatsApp. Sa di vecchio convocare la persona da cacciare per dirgli ” Per te il lavoro finisce qui”. E anche quell’incontro con i sindacati”. Meglio due righe e via.
Com’è successo giorni fa a Bologna.
A Bologna sono andati di fretta. WhatsApp ama la sintesi. Non c’è spazio per ” Ci dispiace” o “Vedremo in futuro” o ” Comprendiamo la situazione”. Anche questo sa di antico.
Sa di antico ma è sempre attuale, invece, l’educazione. Mai farsi passare per maleducati, ci mancherebbe. Che può pensare di noi l’operaio licenziato !
E così , all’ inizio del messaggio di licenziamento:
“BUONGIORNO”.
E alla fine, un altrettanto educato :
“VI AUGURO BUON ANNO”.
Al momento giusto: era l’ultimo giorno dell’anno.
La classe non è acqua.
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(Fonte dell’immagine: Aforisticamente.meglio.it).
