“SINISTRA E DESTRA NON SONO E NON SARANNO MAI LA STESSA COSA”

DI GIANCARLO SELMI

 

Le cose che vengono immediatamente in mente, vedendo Fabrizio De André con la PFM, fare musica in quei meravigliosi concerti, si possono sintetizzare con due parole: evocazione e nostalgia. Ma circoscrivere le sensazioni nel limite di questo, risulta limitativo.
Dire che la genialità sia eterna, nel caso del grandissimo #Faber, risulta banale. Perché lui non è stato solo geniale.
“La canzone di Marinella” mi ha evocato l’immagine di mia madre. Di una donna che aveva sacrificato e continuava a sacrificare tutto, per crescere un figlio senza padre e, seppur distrutta dal lavoro, dalle innumerevoli necessità e da una malattia invalidante, trovava fiato ed allegria per cantarla a voce alta e con un’intonazione insospettabile, figlia di un talento dalle origini sconosciute. In un Italia diversa, dove una madre sola poteva ancora, pure con umili lavori, mantenere un figlio, farlo studiare e sperare che potesse avere una vita migliore della sua. Oggi sarebbe impossibile.
De Andrè è figlio di quell’Italia. Di un’Italia fatta di cultura ed impegno. Con una scuola che, pur fra limitazioni, insegnava a leggere, scrivere e pensare. Ed obbligava gli studenti a leggere, scrivere e pensare.
Un’Italia dove i riferimenti ed i valori non erano bellezza, muscoli e soldi, ma chi parlava bene e la fascinazione della conoscenza.
De Andrè non è solo un irripetibile genio, De Andrè è l’immagine della migliore Italia possibile. È evocazione di sentimenti e valori. Di amore e di Arte.
Oggi mia madre non avrebbe potuto, io non sarei chi sono, non avrei avuto la capacità di scrivere questo post ed i concerti di De Andrè non avrebbero avuto tanto pubblico e neanche contestazioni.
De Andrè rappresenta un mondo ormai quasi estinto, dove solidarietà, cultura, impegno sociale davano la cifra di una bella società. Prima che desertificassero tutto Berlusconi, i suoi governi e le sue televisioni. E prima che, del resto, si occupasse Renzi.
“Sinistra e destra non sono e non saranno mai la stessa cosa”
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