CI RISIAMO

DI GIANCARLO SELMI

 

Se l’anno scorso avessero votato la fiducia a Conte tutti i senatori eletti nelle file del PD, del M5S e di LEU, non ci sarebbe stato alcun problema per Conte. Se tutti fossero rimasti al loro posto e rispettato il mandato popolare, la maggioranza avrebbe retto ampiamente nonostante Renzi. Oggi non avremmo il lucertolone al governo e staremmo parlando d’altro, inclusa la candidatura di Berlusconi.
Cosa causò quella situazione di insufficienza numerica che mise in difficoltà al Senato la compagine di governo? Accadde una cosa semplicissima: molti degli eletti nel PD e nei 5stelle, abbandonarono il partito che aveva garantito loro l’elezione e migrarono altrove.
I cambi di partito, a gennaio dell’anno scorso, in questa legislatura, erano 148 ed avevano interessato 136 Parlamentari. I partiti piú colpiti dalle migrazioni? PD e M5S. Il partito più scelto dai migranti? La lega Salvini Premier. L’anno scorso ci fu l’attacco mediatico ai possibili “responsabili”, che furono insultati in tutti i modi possibili.
Come li chiamiamo quelli che Salvini ha accolto con tutti gli onori? Carpentieri? Cornuti, le corna nella lega sono di casa? Patrioti del monopoli? Dirittigabbana? Innamorati di Salvini? Convertiti? Fulminati? Operati di fresco? Vegani? Disponibili? Prostituti? O forse molto più semplicemente traditori e/o truffatori? Quelli di Renzi e quelli che sono approdati al partito della Meloni, sono la stessa cosa.
Adesso qualcuno dice che, sull’elezione del PdR, il pallino sarebbe in mano alla destra. Di quale pallino parla? Sicuramente non si riferisce a quello riveniente dal voto popolare del 2018, perché il risultato di quel voto premiò la destra con poco più del 40% dei voti. Ebbene, il Parlamento chiamato ad eleggere il PdR è quello scaturito da quel voto e, qualora se ne rispettasse l’esito, tutto sarebbe possibile meno un Presidente espresso dalla destra.
La situazione attuale, tutto incluso, è figlia dei cambi di casacca dei 5 Stelle soprattutto. Un golpe bianco che porta, prima ancora di quella del foruncolo toscano, la loro firma. In questi giorni si parla di campagne acquisti, di quadri ricevuti in regalo dal caimano, di telefonate e di promesse. Ci saranno ulteriori defezioni e voti strani. Il peggior Parlamento della storia repubblicana metterà qualche altra storiaccia nel già fornito inventario.
Stabilire i nomi che faranno parte delle liste elettorali dei 5 stelle nelle prossime elezioni, è il compito su cui Conte deve porre il massimo impegno. Nomi con storie personali inappuntabili. Gente impegnata e di alto livello. Società civile a bizzeffe. Non dovrà ripetersi la “pesca a strascico” e nulla di tutto quello a cui abbiamo assistito in questa legislatura.
Abbiamo già dato.
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