DUE PAROLE SULLA NOSTRA POSITIVITA’ AL COVID

DI GIANCARLO SELMI

 

Due parole sulla nostra positività al covid. Mi scuso, ovviamente, per personalizzare. Però la cosa mi ha fatto riflettere
So chi mi ha contagiato. Mi hanno contagiato persone vaccinate. Mentre io e mia moglie siamo vaccinati con terza dose.

Prima considerazione: nessun vaccino, neppure la terza dose, ha impedito al virus di circolare. Seconda considerazione: se vero che il booster protegga da effetti letali, io e mia moglie siamo a posto e non ci saranno problemi. I problemi, però, potrebbero esserci per mio figlio, per la sua condizione di bimbo fragile e non vaccinato. Che, infatti, è stato colpito da due crisi epilettiche in due giorni.

Altra considerazione: sia io che mia moglie, visto che siamo vaccinati fino al booster, possediamo il green pass. Quello super, con turbo, alette e ruote ribassate. Io fino a sabato non ho avuto sintomi e mia moglie li ha avuti molto lievi. Se non fossimo stati responsabili e non avessimo fatto il tampone, che nessuno per altro ci richiedeva, io avrei avuto la libertà, senza sintomi e con il turbo green pass, di fare tutto quello che mi veniva in mente. Andare dal barbiere, alla posta, in pasticceria ed in qualunque altro posto, infettando chiunque fosse stato in contatto con me.

Esattamente la stessa cosa che è avvenuta nel caso del mio contagio, causato da altri vaccinati e portatori di turbo green pass. Nello stesso momento, incredibilmente, gente sana è costretta a stare in casa e non può andare neppure al barbiere.

Se ci fosse da individuare una cosa dove il divino banchiere ha dimostrato tutta la sua inadeguatezza, questa è il green pass. Che sarebbe stato efficace se agganciato a tamponi periodici e non al vaccino. I tamponi dovevano essere forniti gratuitamente con l’obbligo di effettuarli con cadenza predeterminata. Logico, no? Avremmo evitato scontri, emarginazioni, criminalizzazioni e contagi. Ma, cosa non ultima, avremmo rispettato la Costituzione e le libertà fondamentali di ognuno di noi. Anche di quelli che non la pensano come noi.

Ma, in questo caso, non saremmo l’Italia ed avremmo una classe dirigente degna di questo nome. E, soprattutto, non avremmo al governo una macchietta sopravvalutata, che dopo aver venduto mezzo patrimonio dello stato a prezzi di realizzo, essersi trovato al posto giusto, con gli amici giusti ed al momento giusto, aver detto una frase ed aver fatto semplicemente il suo dovere, è stato divinizzato.

Noi non saremmo positivi e mio figlio non avrebbe avuto due, evitabilissime, crisi epilettiche. Che Dio lo aiuti.