DI MARIO PIAZZA
A volte una singola azione sbagliata rimane attaccata per sempre come uno stigma impresso a fuoco sulla fronte. E’ il caso di Maria Elisabetta Alberti Casellati alla quale penseremo sempre come a quella della nipote di Mubarak, quella che mise il suo onore al servizio delle boccaccesche avventure di Berlusconi.
A volte come nel caso della Casellati questa apparente iattura si trasforma in una fortuna, perchè un’esibizione tanto pirotecnica impedisce di ricordare il resto. Niente paura, ci penso io:
1. Mentre era in corso la moralizzazione (si fa per dire) dei vitalizi la Casellati intentò una causa al parlamento per riscuotere qualche anno in più di discutibili arretrati e la vinse. La somma è segreta ma è facile quantificarla intorno ai 200.000 Euro.
2. Ricordate gli intrallazzi russi di Savoini relativi ai fondi neri alla Lega? Da presidente del Senato la Casellati ne respinse la discussione in aula sostenendo che si trattasse di “pettegolezzi”.
3. In occasione della richiesta di rinvio a giudizio per Salvini sul sequestro delle persone a bordo della nave Gregoretti la Casellati con il suo voto determinante per respingerla violò la regola non scritta che ha sempre imposto al presidente del senato di astenersi.
4. In un solo anno la Casellati ha utilizzato l’aereo di stato più di chiunque altro, 124 volte ovvero un volo ogni 3 giorni. Tre quarti dei voli erano sulla tratta Roma-Venezia, dal Senato a casa sua. Altri 6 voli destinazione Sardegna, ovviamente in Agosto.
Alto profilo di indiscussa moralità e fedele alle istituzioni? Fate voi, perché a me scappa da ridere