IL PRIMO VIAGGIO

DI LIDANO GRASSUCCI

 

Un bimbo ed una bambina andarono incontro alla vita, mano nella mano, anche se mica sapevano dove andare. Lei gli chiese: sei sicuro? Lui, che non lo era affatto, rispese deciso, seguimi.

E cominciò il cammino, niente da dire sul resto. Cosa vuoi che ne sappia di viaggio un bimbo, ma si mostrava sicuro, pareva un uomo vero.

Lei lo seguiva, il passo di lui era fermo, ma quanta paura e il cuore batteva forte. Lei sentiva quel timore e stringeva la sua mano forte, forte.

Lui si voltò, aveva negli occhi una storia lunga la sua vita che ancora si poteva contare a mesi che gli anni erano pochi. Imboccò la strada a sinistra, ma solo perché non aveva pensato alla sua destra. Lei chiese: ma sei sicuro?

Lui avrebbe voluto solo piangere, pensò anche alla madre, e si senti…

In quel momento pensò a suo padre che non aveva dubbi mai, ma poi dalla porta della stanza sua lo sentiva piangere e pregare e così, deciso senza rompere la frase: non sono sicuro, ne sono certo.

Lei sapeva che non era vero, ma doveva avverarlo e gli grido addosso: allora in fretta che sia questo il percorrere.

Un bimbo e una bambina andarono incontro alla vita.

La bambina lo guardò decisa della sua paura “vengo con te, non ti fermare”. Scoprirono alberi mai visti e fiori di lillà, un pettirosso ed un’anatra addormentata. Salutarono un gatto con il campanellino, un cane gli abbaio per difendere le galline scambiandoli per volpi birichine. E si trovarono nel prato. Lei si accorse solo allora che in tutto il viaggio mai aveva staccato da lui la mano.

Il bimbo avrebbe voluto piangere ancora perché non aveva idea di come tornare, ma a lei disse: “vorrei con te restare”.

La vita poi ne fece mille e mille di storie, ma questa fu tutta per loro ed ora all’incontro lei non parla a lui, ma riprende sempre il suo posto nella sua mano e stringe.

Quadro: Jack Vettriano, The drifter

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