DI LUCIANO RAGNO
E’ già domenica.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Il domani non si arrende.
I bambini, sempre loro, in ogni guerra. Sotto qualunque cielo. Anche in questa maledetta guerra.
Vittime di carnefici.
Bambini malati, già segnati dalla vita, curati nei rifugi. Il bambino morto dissanguato per strada. Bambini avvolti nella coperta sul treno che corre nella notte. Bambini improvvisamente orfani.
E lentamente scompare il domani.
Ma lei, Mia, non teme il freddo e il buio della stazione della metro diventata rifugio, non ascolta chi racconta che fuori c’è la morte, c’è l’odio dei prepotenti, c’è la tragedia, c’è la paura.
Mia vuol vivere.
E viene al mondo. E si mette a cantare con Giorgio Gaber:
“Non insegnate ai bambini. Non insegnate la vostra morale, è così stanca e malata. Potrebbe far male”.
Mia è il domani.
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Immagine: Mia, la bambina nata nella metropolitana diventata rifugio a Kiev. Fonte: Lastampa.it
