DI RAFFAELE VESCERA
Spira forte la buriana sugli alberi già in fiore, uccidendo ogni speranza di primavera. Non c’è primavera in una guerra che si accanisce su anziani, donne, bambini, uomini, in un paese già provato dalla pandemia e dall’inverno russo. Inverno della ragione, soffiato da porci multimiliardari arricchiti a spese dell’altrui povertà, che nascondono i loro capitali in mezzo mondo. Così si scopre che i miliardi personali di Putin sono arrivati persino in Giappone.
E mentre fingono di parlare di pace, una colonna di mezzi militari russi lunga 60 km punta sull’Ucraina.
Non bastano al dittatore il mezzo milione di ucraini in fuga e le 400 vittime civili ucraine, non bastano al dittatore i 400 manifestanti russi per la pace che, con la nuova legge, rischiano 15 anni di carcere, per essersi schierati contro l’infamia della guerra.
Non c’è pietas in chi guarda il mondo attraverso la lente del denaro e del potere: “sono trappole mortali che per tanto e tanto tempo han funzionato”, si cantava al tempo del pacifismo beat anni ’60 del Novecento. E ancora funzionano in un’Umanità che s’ha da farsi, si deve fare, non c’è sino a quando prevale l’istinto bestiale, animalesco, primitivo della legge del più forte. Più forte fisicamente, forse, non certo di spirito, poiché i dittatori, i geni del male, nemici dell’Umanità, sono destinati a soccombere, sempre. Se così non fosse, se il male assoluto avesse prevalso, il genere umano si sarebbe già autodistrutto.
Certo, c’è chi ricorda le ragioni dei russi sul rispetto dei patti di neutralità dei Paesi confinanti, patti non rispettati da parte degli americani, Maestri guerrafondai nel mondo. Ma La Russia, dalla sua piccola ragione, aggredendo è passata a un grande torto.
Nessun pretesto geopolitico regge di fronte a un’aggressione armata di un paese indipendente, nessuna ragione regge di fronte allo sconvolgimento della vita di milioni di esseri umani, come oggi avviene in Ucraina, aggredita tra virus e freddo da un despota, e come avviene da molto tempo in tanti Paesi del mondo aggrediti dall’Occidente cosiddetto “democratico’” Paesi aggrediti con molti pretesti ma con una sola ragione: quella di rapinarli delle loro risorse, come accaduto al nostro Sud, 162 anni fa, da parte di uno staterello militarista del Nord.
Il bene più grande è la pace, la vera democrazia, insieme alla fraterna convivenza dei popoli e delle etnie. Ma, a quanto pare, è un bene che il genere umano non è ancora in grado di godere. SI’ alla pace, senza se e senza ma, NO alla guerra, ora e sempre.
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Nell’immagine la colonna militare russa lunga 60 Km
