DI GIOACCHINO MUSUMECI
La guerra in Ucraina si abbatte come una scure e lo scenario è devastato. Bombardamenti, morti e sofferenza scatenati nella guerra di conquista decisa da Vladimir Putin. Difficile restare lucidi e Il ministro Di Maio conferma la tendenza. Forse dominato dal traporto emotivo il ministro ha dichiarato a Di Martedì: ” Sono animalista e penso che tra Putin e qualsiasi animale c’è un abisso, sicuramente quello atroce è lui.”
Poi intervistato a Piazza Pulita intorno all’accostamento di Putin con un animale, DI Maio Replica: ” Io non voglio rivolgere offese personali a nessuno però ribadisco che la guerra di Putin è atroce e va fermata portando al tavolo tutte le parti. Ogni sera faccio una riunione in cui, attraverso il bravissimo ambasciatore in Ucraina Zazo, contiamo i morti e vediamo le famiglie ucraine sotto le bombe, immagini che non vedevamo in Europa da 80 anni.”
Due osservazioni: qualsiasi cosa pensi su Putin, un ministro non può rivelarla in Tv come fosse un cittadino qualsiasi al bar. Poi, stante il fatto che Putin è il dittatore che è, difficilmente si può sostenere che definirlo peggiore di qualsiasi animale della terra non fosse un’ offesa. Al netto delle offese che Putin merita, un ministro novello statista deve mantenere un contegno, altrimenti passa pure la Meloni e “criminale” a Giuseppe Conte.
Ma oltre il connotato folkloristico in un contesto di guerra che necessiterebbe autocontrollo, non so dove vivesse Di Maio, ma se si fosse voltato solo lievemente molto prima di 80 anni fa, precisamente nel 1999, si sarebbe accorto che nella ex Jugoslavia si contavano morti sotto macerie provocate da 78 giorni di bombardamenti in cui furono sganciate 36mila bombe e usati missili a uranio impoverito. Tutto ciò contro il parere dell’ONU. Da un novello statista mi aspetto prestazioni degne non rivisitazioni storiche.
Credo che una narrazione realistica degli eventi sarebbe un dovere da chi ha giurato di svolgere la propria funzione con disciplina e onore.