DI CRISTIANO TASSINARI
Mc Donald’s chiude 850 fast-food in Russia: nel 1990 fu il simbolo di apertura all’Occidente.
lunghe code nell’ultimo giorno di apertura dei Mc Donald’s a Mosca e in tutta la Russia.
I russi salutano così il colosso americano del fast-food, che dopo un’iniziale titubanza – alcuni giornali inglesi hanno titolato addirittura “McShame“, cioè McVergogna – ha deciso di sospendere temporaneamente tutte le proprie attività e chiudere tutti i suoi 850 ristoranti in Russia, abbandonando il Paese a causa della guerra in Ucraina, come sta facendo la maggior parte delle grandi aziende occidentali.
Dipendenti comunque pagati
Come annunciato in un comunicato, Mc Donald’s continuerà comunque a pagare i suoi 62.000 dipendenti in Russia per tutta la durata di questo periodo. Ma Mc Donald’s non è la sola azienda del settore a lasciare la Russia: hanno compiuto la stessa scelta anche, ad esempio, Coca-Cola, Pepsi e Starbucks.
Le riaperture?
Nessuno può ipotizzare quando la situazione potrà tornare alla normalità.
L’orologio geopolitico è tornato indietro di decenni.
Aperture e chiusure simboliche
L’abbandono di Mc Donald’s dalla Russia è carico di simbolismo.
L’inaugurazione del suo primo fast-food, il 31 gennaio 1990, a Mosca, simboleggiò l’apertura dell’Unione Sovietica all’Occidente, dopo decenni di Guerra Fredda.
Più di 30.000 persone aspettarono in coda, quel giorno a Mosca, per assaporare il vento del cambiamento, che profumava di “Big Mak” (scritto proprio con la K) e di patatine fritte…
Ora, 32 anni dopo, il retrogusto rischia di essere molto amaro, per i tanti russi ormai abituati allo stile di vita occidentale.
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