IL SOLDATO E LA CINCIALLEGRA

DI LIDANO GRASSUCCI

 

Canterò le mie canzoni a tutti loro

e alla fine della strada

potrò dire che i miei giorni li ho vissuti.
Pierangelo Bertoli, Canzoni a muso duro

E’ un ragazzo, veste un verde militare. E’ un soldato. Ha la faccia tonda dei ragazzi della steppa, e ride delle cose del mondo. Un mese fa era a casa sua a cercare di capire se quella ragazza appena incontrata era stata a guardarlo per come lui l’aveva guardata o no.

Un mese fa sul divano giocava col suo gatto che faceva le fusa e fino a questo tempo era l’essere più feroce che avesse mai incontrato.

Ora ha un fucile, se non spara gli spareranno, se spara diventa un assassino comunque non è più ragazzo, comunque non può scegliere più della sua vita.

Non so se è russo o ucraino, ma cambia poco potrebbe essere anche americano, polacco, italiano è solo un ragazzo. Una cinciallegra li posa sulle sue spalle, si fida di lui, lui sorride di quell’essere così fragile, così lieve che non ha paura alcuna, gioca. Il soldato penserà al suo gatto, che dell’uccellino avrebbe fatto un solo boccone, penserà alla carezza di quella ragazza lasciata in sospeso ed ora sarà lontano o vicino ma con il fucile.

Penserà che questo uccello è troppo colorato, troppo bello per averlo testimone a morire. Il sole scalda il soldato e la cinciallegra: sono due cuccioli, tutti e due hanno bisogno di giocare per imparare a vivere e non che tutto finisca qui.

Dentro gli uffici uomini freddi discutono la strategia
E uomini caldi esplodono un colpo secco, morte e follia
Si rompe il tempo e l’attimo, per un istante, resta sospeso

Francesco Guccini, Piazza Alimonda

Uomini freddi discutono di strategia, poi ti accorgi che un battito d’ali di una farfalla lontano nel mondo, fa diventare quella strategia una lirica senza musica, un dramma senza ragione, sconvolto ogni piano

Ed il più grande conquistò nazione dopo nazione
E quando fu di fronte al mare si sentì un coglione
Perché più in là non si poteva conquistare niente
E tanta strada per vedere un sole disperato
E sempre uguale e sempre come quando era partito

Roberto Vecchioni, Stranamore

Ma tu in una tragedia scrivi di un soldato e una cinciallegra? Sì, perché è cronaca di domani e gli uomini freddi che discutono di strategia voglio solo e sempre dirci di ieri.