DI GIANCARLO SELMI
Mentre Zelensky scala le quotazioni ed il gradimento delle papille gustative dei nostri simil-giornalisti, il nostro Lucertolone comincia (continuando un’opera cominciata più di vent’anni fa) la svendita dei nostri beni. Il 48% di Eni Power finisce in mano ad un colosso finanziario e nessuno dedica attenzione alla cosa.
Il bilancio viene eroso da 13 miliardi in più (ogni anno) dedicati ad assurde ed incomprensibili spese militari, mentre ai disabili si elargiscono generosamente 200 milioni ed una rata di 50 milioni a recupero dei 200 di pertinenza del 2021, mai dati. Tanta roba gente! In soldoni: per ogni milione dato ai bimbi speciali e sfortunati, ne vanno 65 ai generali in nome di una guerra che, fortunatamente, non combatteremo mai o che, comunque, non saremo in grado di combattere e, ancora meno, vincere.
Mettiamo, anzi nascondiamo, armi in convogli umanitari come i peggiori contrabbandieri. Incentiviamo la guerra, presi dal “dolore per i bimbi ucraini”, mentre dimentichiamo i bimbi del Donbass bombardati dalle armi che forniamo ai nazisti autori dei bombardamenti. Ma i bimbi del Donbass sono russi, quindi non entrano in conteggi e solidarietà. Il tutto condito dalle frasi deliranti del peggior ministro degli esteri possibile in tempi di guerra, da un governo che non se lo fila nessuno, neppure le foche monache groenlandesi, un primo ministro che sta dimostrando di non valere neppure uno dei milioni di titoli di giornale dedicatigli. Un travet super valutato, capace di obbedire agli ordini dei suoi, ormai evidenti, padroni. Un triste signorsì con evidenti problemi di discernimento fra l’importanza di un tasso ufficiale di sconto aumentato e la situazione di un popolo (il suo) ridotto allo stremo.
Un Parlamento di inetti, il peggiore della storia repubblicana, che raggiunge in basso il livello di Cicciolina e Razzi e che applaude, applaude, applaude. Applaude tutto e tutti. Applaude perfino la follia di 13 miliardi di spese militari all’anno senza tenere soldi per l’insostenibile caro bollette, che sta gettando sul lastrico milioni di famiglie. Ma neppure prende provvedimenti straordinari sugli utili, decuplicati in questa contingenza, delle imprese petrolifere e dell’energia. Che, anzi, vende alle multinazionali finanziarie, impoverendo ancora di più questo martoriato paese.
Gli effetti del golpe bianco orchestrato dal guitto toscano, in collaborazione con gli oscuri poteri dominanti, culminato con la nomina del Lucertolone, sta dando frutti avvelenati e ancora più devastanti del peggior pronostico. Stanno radendo al suolo il paese, nella più terribile delle guerre, senza bombardamenti e con un’unica arma: la più totale e squallida servitù, intellettuale e pratica, ai padroni. Ai padroni economici e finanziari della prima ora, si sono uniti i padroni bellici: gli USA.
Solidarietà ai bimbi ucraini mentre dimentichiamo altri bimbi. E non mi riferisco solo a quelli del Donbass, mi riferisco ai nostri. In nome dei quali, con un artificio retorico, defenestrarono Conte, e che dei 209 miliardi del Recovery Plan, non vedranno il becco di un quattrino. Sempre che sopravvivano alla ormai sicura fame, ed alla condanna di avere i propri destini decisi dal peggiore governo della storia.