DI GIANCARLO SELMI
Vento gelido nei corridoi del palazzo draghiano. Vento gelido ed urla.
Sua “Lucertolosità” non convince più nessuno sul possesso della dote divina della infallibilità. Le sue camminate sull’acqua si fanno sempre più rare e qualcuno ha fatto trapelare la notizia di qualche repentino affondamento.
Rimangono a lui fedeli le lingue con ghiandole salivari ricaricabili, degli scribacchini “elkaniani” del gruppo GEDI, ma tutto intorno gli scricchiolii della fede e della cieca convinzione sulla sua capacità o “migliorità” che dir si voglia, si fanno sempre più frequenti.
La posizione sulla guerra e sulla Russia, unica in Europa, completamente dipendente dai diktat di Biden. Figure di cacca a tonnellate, che ci hanno escluso definitivamente da qualunque ruolo.
Danni economici che hanno raso al suolo il lavoro di Conte ed il Recovery.
Il governo non lavora da mesi, il PNRR fermo da mesi, prospettive da incubo, recessione alle porte, inflazione già a livelli pre-Euro. Il divino “lagarto” non se lo filano neppure di striscio. Lo inviteranno, forse, quando avranno bisogno di servitù.
E poi, lui: il ministro degli esteri del tubo. Fiero insultatore di Putin. Un carattere insospettabile per uno steward dello stadio San Paolo, o forse no, lavorava vicino alla curva.
Qualcuno comincia a insinuare il dubbio che il divino “lagarto” sia in realtà un banale travet catapultato, da fortuna ed importanti appoggi, a compiti non a lui adeguati. Qualcun altro osa addirittura mettere in campo la tutt’altro che divina condizione dell’inettitudine.
Noi, osservatori del Tempio ci manteniamo neutrali, pur facendoci segretamente una domanda: “che cacchio ha migliorato Sua Grandiosità nell’anno e più di governo, che non siano i titoli di giornali o le tronfie spiegazioni fornite dal prefisso telefonico toscano?”
Nulla? Non ha migliorato un cacchio? Anzi ha peggiorato tutto?
Ma no cari amici. Sono migliorate tante cose: vita, aziende, conti economici, profitti, prospettive, di ricchi, di Confindustria, del nostro ormai onnipresente Elkann. Il resto no. Ma diamine qual è il resto? A chi interessa? È tornato al potere, alla grande, il PD dei grandi affari, quello dei Marcucci, dei Guerini, degli adoratori di Renzi. La politica del “nulla si fa per nulla”.
I più fedeli adoratori di Draghi insieme all’ex bibitaro che ha capito definitivamente da che parte stare.
La grande stagione della speranza Contiana sostituita dal “nonno” lucertolone, con l’appoggio dell’ex bibitaro e della parte peggiore del PD.
È andata male la storia del riarmo. Pronto ad una guerra di religione per il limite del 2024, ha minacciato di tutto, di più, insieme al piazzista di armi Guerini. Salvo poi smentire, insieme al piazzista, sé stesso. Neppure sincero il drago. Apparterrà ad una famiglia di dei bugiardi.
Peccato per l’Italia. Sì, peccato. Sì è affidata ad un Dio così così che, invece di fare miracoli, ha sbagliato tutto ed il frutto dei suoi errori si farà sentire nei prossimi mesi. Ci stiamo suicidando dietro a “rinco” Biden (gli USA non perderanno un cent, anzi) e dietro agli insulti dimariani.
A quelli che “Conte non era all’altezza”, li invitiamo a fare un raffronto fra il migliore e l’incompetente. Basta saper fare i conti, è semplice. E dopo averli fatti, vadano finalmente a quel paese. E che qualcuno tiri lo scarico.