L’INDIFFERENZA

DI MARIO PIAZZA

 

Fa bene il presidente Zelensky a temere che il mondo possa perdere interesse alla sua guerra, le vittime sono tutte uguali anche sotto questo aspetto.
Non è cattiveria, è un sistema automatico di protezione mentale non diverso dagli anticorpi che aggrediscono le infezioni, un sistema che ci protegge dal dolore spegnendo a poco a poco l’empatia e tra non molto il popolo ucraino sarà soltanto l’ultima delle sue vittime.
E’ stato così per tutte le altre guerre, è così per chi continua ad annegare nel Mediterraneo, un centinaio soltanto ieri, è così per quei cento o duecento che ogni giorno a pochi passi da noi muoiono rantolando nelle terapie intensive, è così per chi sta soffrendo nei campi di concentramento per immigrati che ormai circondano l’Europa, è così per i terremotati e per chiunque altro venga a turbare la nostra pace mentale per troppo tempo.
Ci abituiamo a tutto. Alle malattie che ci colpiscono, alla povertà, alla violenza, alle tragiche ossessive pubblicità di Telethon e del Filo d’Oro, c’è persino chi si abitua a passare il resto della propria vita in una cella di dieci metri quadri.
Per questo le atrocità che ci vengono mostrate o descritte in maniera sempre più esplicita e dettagliata aumenteranno giorno dopo giorno, per ritardare il momento dell’indifferenza ma alla fine fatalmente non ci importerà più nulla neppure di quelle e la guerra in Ucraina come tutte le altre diventerà un mercato chiuso per addetti ai lavori che nella disattenzione generale ne faranno scempio e carne di porco.
Se non fosse per la paura di un conflitto nucleare che ci potrebbe coinvolgere tutti probabilmente sarebbe già successo.
Buona Domenica.