DI GIOACCHINO MUSUMECI
Per gli amanti della Costituzione, cultori della pace a suon di bombe e rovina dell’economia: Nonostante i tentativi del presidente emerito della Consulta Amato, propostosi più volte a le “Cirque du Soleil” come domatore di scoregge ma rifiutato regolarmente, resta acclarato che “Ripudiare la guerra come soluzione di controversie internazionali”, significa respingere attivamente la guerra sul piano internazionale.
l’Ucraina oltre essere territorio internazionale, non è alleato Nato e ancor meno incorporata nella Ue.
Se la guerra viene ripudiata come soluzione di controversie, difficilmente può contemporaneamente essere accettata come soluzione di queste, dato che “ripudiare” esclude qualsiasi possibilità di partecipare alla guerra.
Inutile specificare che guerra difensiva o offensiva che sia, nel contesto internazionale è respinta, non giova allo scopo invocare disposizioni Onu e Nato, nessuno di questi organismi extranazionali può prevaricare la Costituzione Italiana.
Ciò non inficia il diritto di difesa giacché la costituzione non vieta alcuna azione bellica difensiva nel territorio nazionale.
Resta quindi acclarato che sul piano internazionale è concessa l’azione diplomatica, sfumata grazie alle iniziative USA e dei nostri ministri di difesa ed esteri, entrambi diretti dal magniloquente dux Mario Draghi.
A proposito di Draghi dux, ricordiamo alcune parole pronunciate il giorno del suo logorroico insediamento: “Spesso mi sono chiesto se noi, la mia generazione, abbiamo fatto e stiamo facendo per i giovani tutto quello che i nostri nonni e padri fecero per noi. È una domanda che ci dobbiamo porre quando non facciamo tutto il necessario per promuovere al meglio il capitale umano, la formazione, la scuola, l’università e la cultura”.
Detto fatto: Nel Def pubblicato nel sito del Tesoro è tutto molto chiaro: si destinerà all’istruzione il 3,5% del Pil nel 2025: un calo drastico dopo il 4% del 2020 e anche meno del 3,6% del Pil del 2015!
Fare di tutto per investire nel capitale umano, cari concittadini, per Draghi è sottrarre fondi all’istruzione e cederli alla difesa.
Questo a non voler citare i fondi che altri Paesi Ue destinano a scuola e università: alcuni sforavano allegramente il 6% del Pil (Svezia, Danimarca, Belgio).
Possiamo dirlo: Mario Draghi non è affidabile, credibile e chi gli stia appresso è peggio di lui.