“GLORIA ALL’UCRAINA”, ANCHE A QUESTA UCRAINA?

DI MARISA CLARA CELESTE CORAZZOL

 

L’irruzione nel tardo pomeriggio dell’8 aprile, verso le 18.45, poco prima dell’orario di chiusura. I due fanno il saluto romano, le urlano di ripetere «Slava Ukraini», «Gloria all’Ucraina».
Uno le stringe il collo, la minaccia: «Devi dirlo, devi parlare ucraino. Se non lo fai, scegli una parete del negozio. Quale ti piace di più? Dove vuoi stare? Là davanti oppure là? Sceglila così domani torniamo».
Irina Mosceva: «Mi hanno riempita di insulti, hanno urlato che torneranno. Vivo a Torino da tanti anni ma ora ho paura di lavorare qui»
Irina , nel suo negozio, aveva organizzato una raccolta di beni di prima necessità da inviare in Ucraina.
E’ stata “ringraziata” da un’orda di delinquenti ucraini la cui “educazione” è proprio di stampo nazista.
Come tali sono, “nazisti”, quelli che ieri hanno lanciato un cocktail molotof contro l’abitazione di una coppia di imprenditori russi stabilmente residenti in Italia.
Ma aprite gli occhi e abbasso l’ipocrisia!
L’aggressione di Putin in Ucraina non può in alcun modo giustificare questi comportamenti violenti messi in atto da ucraini a loro volta residenti in Italia. Vengano identificati, perseguiti e rinviati nel loro “paradiso” ucraino (di proprietà USA da quel dì, tuttavia!).
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Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona, in piedi, spazio al chiuso e il seguente testo "AVVISANO| NOSTRI CLIENTI LOCALE QUESTO PRIMA UNA RACCOLTA BENI UCRAINA. NECESSITA INVIARE SUBITO IN ฺO GRADITI GENERI ALIMENTARI PRODOTTI FARMACEUTICI ER CCORSO, MATERIALE RACCOLTO VERRÀ SUBITO SPEDITO ALLAP POPOLAZIONE UCRAINA. GRAZIE.GRAZIE DICUORE. DIFVDI ENDI FE awиx! FEFE FENDI FEND 1LE"