DI MARISA CLARA CELESTE CORAZZOL
Sul campo, nelle località martoriate in Ucraina, intervengono non solo “giornalisti” italiani, ma anche loro colleghi europei che dimostrano l’esatto contrario di quanto da mane a sera viene asserito sui canali televisivi italiani. Il che non fa certamente onore. Anzi è una sesquipedale vergogna.
Ed infatti, già con ritardo da perfetti gnorri, risulta ora che “la RAI cede”: ammette che nella acciaieria di Azovstal di Mariupol i civili erano prigionieri delle truppe ucraine ed erano utilizzati come scudi umani da queste ultime.
Questo “ravvedimento” della TV di stato italiana non è stato volontario, ma ha dovuto accodarsi alle emittenti di tutti gli altri paesi occidentali i cui giornalisti stanno intervistando i civili usciti dall’acciaieria e portati in salvo dai corridoi umanitari russo/CRI; i civili raccontano di come volessero approfittare da settimane dei corridoi offerti dai Russi, ma erano costretti a rimanere nella acciaieria dalla minaccia delle armi ucraine.
“Cade la romantica narrazione italiana dell’eroico Battaglione Azov rinchiuso nella Acciaieria di Azovstal con le proprie mogli ed i propri bambini che volevano salvare dai cattivissimi Russi.”
(Hermes Gexa)