UN BEL PO’ DI GENTE DEVE DELLE SCUSE

DI NICOLA FRATOIANNI

 

Draghi da Washington ci fa sapere che gli interessi dell’Europa e degli USA non sono esattamente coincidenti, che forse i toni utilizzati in questi mesi rispetto alla guerra scatenata da Putin e le iniziative messe in campo non sono stati proprio giusti ed efficaci.
Bene. Questo primo accenno ad un cambio di rotta, che arriva dopo le parole chiare e nette di Macron e Scholz, mi fa piacere.
Non posso però dimenticare i toni violenti, le irrisioni subite, i fiumi di inchiostro consumati da buona parte della stampa in questi tre mesi, contro chi (come me e altri) dal primo momento sosteneva che l’Europa non poteva stare al traino degli USA, visto che la bomba della guerra scoppiava sull’uscio di casa.
Il solo nominare le parole negoziazione e pace è costata scomuniche ed editoriali al vetriolo, fino alle accuse di “putinismo”.
Adesso delle due l’una: o anche Macron, Scholz e Draghi sono amici di Putin, oppure un bel po’ di gente deve delle scuse pubbliche.
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