DI GIANCARLO SELMI
Chi glielo dice a Tiziana, lavoratrice precaria di un call center, che lavora tre mesi sì e tre no, con un contratto part-time con “premi di produzione” e straordinari, e con una paga base da coda alla Caritas, che il partito che dovrebbe più di tutti rappresentarla e difenderne i diritti, è esattamente il responsabile delle sue condizioni e situazione?
Chi si occupa di comunicare a Marcello, operaio in un impresa di impianti elettrici assunto con una retribuzione di 35 euro al giorno a prescindere dall’orario di lavoro e dalle trasferte, con due settimane di ferie all’anno, dovute al buon cuore del suo datore di lavoro ma non pagate, che un operaio del suo settore, che faceva il suo stesso lavoro 30 anni fa, guadagnava molto più di lui, godeva di ferie pagate e di tredicesima e del pagamento degli straordinari? Chi si occuperà di comunicargli che la responsabilità di tutto ciò è del partito erede del partito dei lavoratori?
Chi si prenderà l’incarico di comunicare a Giacomo, costretto a pagare un ecodoppler rinunciando ad una considerevole parte della sua pensione minima, perché se lo facesse con la mutua la prima data disponibile la trova a nove mesi dalla richiesta, mentre l’esame è necessario ed urgente, che uno dei partiti responsabili di questo è quello che rappresenta l’evoluzione del partito di Togliatti che, più di chiunque altro volle il diritto alla salute in Costituzione?
All’ingresso della sede del PD, è sapientemente messo in evidenza un lungo cartello riportante uno slogan: “dalla parte delle persone”.
È indubbio che lo siano, andrebbe chiarito solo a quali persone si riferiscano. E a quali interessi di quelle persone si riferiscano. Perché i gruppi di potere economico-finanziario sono senza alcun dubbio rappresentati da persone. I padroni, i proprietari della sanità privata, quelli dell’istruzione privata, i CEO delle banche, gli azionisti delle grandi imprese, i traffichini, le cupole dei comitati di affari, i trafficanti di influenza, i faccendieri, i lobbisti, non c’è dubbio, sono persone.
Andrebbe reso meno rivoltante e più aderente alla realtà, visto che si trovi in quella sede e riferito a quel gruppo politico, cambiandolo in “dalla parte degli interessi di alcune persone”.
Qualcuno, prima o poi, dovrà spiegare alla gente che quel partito è contro gli interessi della maggioranza delle persone.
Che nelle linee guida di un suo segretario e del suo consulente, un certo Rondolino, o dondolino, ci fosse l’intento di spingere gli ultimi, la povera gente ad astenersi dal voto.
Dobbiamo essere noi a spiegarlo.
A spiegarlo a Tiziana, Marcello e Giacomo.
Le alleanze le faremo quando ci saranno due chiare mutazioni: quella della gran parte dei suoi dirigenti e quella genetica degli stessi.
Cosa che reputo difficilissima.
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