ENFADO Y VERGUENZA (RABBIA E VERGOGNA)

DI ADOLFO MILLICHELLI

 

Coesi, vicini, pressing, linea del fuorigioco ed altre menate varie.
Poi, ti capita di affrontare una pulga ricoperta d’insetticidi parigini ed un vecchio Angel con le ali incerottate che ti burlano con finte, dribblings, tunnels e scherzi da foca nel circo e adiòs mio Stivale.
I morticini robottini nel tempio di Wembley, “ahi que dolor”.
“Los hijos di Diego” su una nuvola che ti sta sul capo ma se allunghi una mano ti sfugge, inavvicinabile.
E puoi solo restare nel cassonetto della vanità, con la testa color platino ed un corpo sporco di tatuaggi.
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