DICE CHE IL 70% DEGLI ITALIANI VORREBBE ABOLIRE IL REDDITO DI CITTADINANZA

DI EMILIANO RUBBI

 

E probabilmente è così, perché nell’arco dell’ultimo anno non si è fatto altro che puntare l’indice su tutti quelli che lo percepiscono senza averne diritto e su quelli che “non vogliono lavorare” e preferiscono starsene sul divano a pagare Netflix col reddito di cittadinanza.
Però mi sembra che, a quel 70%, sfuggano alcuni punti fondamentali.
In primo luogo che, se qualcuno preferisce campare con 4/500€ al mese anziché lavorare, in linea di massima significa che il salario che gli viene proposto è ridicolo.
Abbiamo diversi partiti, in Parlamento, che fanno le barricate perché si stava cercando di far pagare ai concessionari delle spiagge un po’ di più all’anno di quanto loro non guadagnino con l’affitto di una sdraio + lettino in una settimana, e poi ci indigniamo se uno non vuole raccogliere i pomodori per 400€ al mese.
Abbiamo partiti che si battono contro il salario minimo (che ha chiesto l’UE, eh, non Che Guevara) perché gli imprenditori devono essere liberi di offrire stipendi da fame e poi, al tempo stesso, dicono che il RDC “scoraggia il lavoro”.
In pratica, nella concezione di questa gente, che poi è la stessa che finge di stare “dalla parte del popolo” ma fa sempre e solo gli interessi dei ricchi, gli italiani dovrebbero essere costretti ad accettare qualsiasi stipendio da fame, anche sotto il minimo ragionevole, e zitti.
Il RDC è fatto male.
Su questo non ci piove.
I famosi “navigator” non servono a nulla e, per come è concepito, è una sorta di sussidio di disoccupazione che non ha la minima possibilità di trovare un impiego a nessuno.
E le frodi sono state diverse, certo, come del resto per qualsiasi cosa che abbia a che fare con i soldi nel nostro Paese.
Vogliamo paragonare i soldi persi dallo Stato con l’evasione fiscale con quelli dati a gente che non ne aveva diritto sotto forma di RDC?
Ma tagliare un sussidio perché c’è chi froda lo Stato è una cosa di un’idiozia incommentabile.
È un po’ come dire; “ci sono i falsi invalidi, quindi tagliamo i fondi per la disabilità”.
Sarei più che d’accordo se si intendesse mettere mano al RDC, migliorandolo (e magari cambiandogli pure nome, perché NON È un “reddito di cittadinanza”).
Sarei anche d’accordo se si proponesse di abolirlo, a patto di introdurre un salario minimo decente e di garantire la possibilità di sopravvivere a chi non riesce a trovare un lavoro.
Fino ad allora, togliere un diritto acquisito non otterrà altro che l’effetto di far piombare nuovamente migliaia di famiglie sotto la soglia della povertà assoluta.
Ma chiaramente, a quelli che “prima gli italiani”, di quella gente non gliene frega assolutamente un cacchio.
Fanno solo comodo quando li si deve mettere contro qualcuno più povero di loro.