DI GIANCARLO SELMI
Siamo giunti alle liste di proscrizione. Pubblicate, con tanto di foto, nella prima pagina del giornale più prestigioso e più venduto in Italia.
Quando cominceremo a bruciare i libri in pubblici falò?
Quando il Copasir ci indicherà i giornali che dovremo (obbligatoriamente) leggere?
Quando cominceremo ad incarcerare le voci dissonanti?
Quando comincerà, anzi riprenderà, la santa (profana) inquisizione?
Quando il maccartismo riprenderà il suo legittimo ruolo?
Quando cominceremo a linciare i dissenzienti?
Quando cominceremo a perquisire le case di chi non è d’accordo?
Quando cominceremo ad attuare le linee guida dettate da quel Savonarola con le bretelle, tono su tono, di un giornalista che risponde al nome di rampini? Quel capolavoro della mestizia, che vorrebbe impiccare tutti quelli che non si adeguano al suo ecumenico, amerikano ed atlantista pensiero?
Quando ci diranno che si è inaugurato il secondo tragico ventennio?
Quando metteranno la divisa ai nostri figli e li costringeranno a cantare l’inno nazionale statunitense, con intermezzi di quello ucraino ed il braccio destro alzato in segno di convincimento?
Quando comunicheranno ufficialmente l’abrogazione della nostra Costituzione e la cancellazione delle vite che, con il loro sacrificio, contribuirono alla sua scrittura e promulgazione?
Quando?
