DI MAIO LO SCAPPATO DI CASA

DI GIOACCHINO MUSUMECI

 

Stando a quanto leggo su Repubblica è tutto pronto per la scissione del Movimento. Di Maio formerebbe un nuovo gruppo : “Insieme verso il futuro” che conterebbe circa 40 parlamentari.
Non so se ciò sia vero ma è molto probabile data la frattura insanabile tra un ministro sovrastimato e un leader incastrato ma sorretto da consenso popolare. Il povero Di Maio potrà solo invidiare dalla sua momentanea posizione di scheggia velenosa nella carne sanguinante pentastellata.
Il gruppo Dimaiano toglierebbe al Movimento il primato di partito di maggioranza relativa e ciò produrrebbe due effetti: i governisti ex grillini metterebbero al sicuro il governo prima che il Movimento possa staccare la spina, secondariamente vanificherebbero la possibilità che Conte ritiri i ministri grillini dalla tavola di Draghi..
Luigi di Maio e i seguaci escono allo scoperto all’indomani del post di Beppe Grillo in cui esortava a manifestarsi coloro che non accettano più “le regole del gioco”.
Non so che inventeranno i supporters del ministro ma è estremamente chiaro che abbia rinnegato ogni singolo respiro vissuto sotto la bandiera del movimento. Da rivoluzionario antisistema a clone dell’obsolescenza che il movimento voleva abbattere, è una storia francamente molto patetica.
Ma in fondo questa scissione è benedetta. Via finalmente quella zavorra di ipocrisia mortale che ha creato sconcerto nell’elettorato. La scissione è carica di tutti i veleni del movimento, palesati nel misero carrierismo di pochi insufficienti. Senza rispetto dell’elettorato gli agguerriti moralizzatori dimaiani si rimangiano, come consuetudine dei politici più riprovevoli, ogni virgola di ciò che hanno pronunciato durante la carriera da stelle filanti.
E in questo senso perfino Matteo Renzi spiccia casa a Luigi Di Maio: il leader italovivo non ha mai nascosto la sua arroganza e il disprezzo per i suoi nemici politici compreso l’attuale Ministro degli esteri. Tutti sappiamo chi è Renzi ma pochi avevano capito quale aspide occultasse il mite Luigi, passivo aggressivo, padrone del maneggio politico cangiante come il carnevale di Rio.
Di Maio il muta forma ha ingannato i propri elettori e eluso ogni principio del Movimento, ha occultato le ambizioni personali e si comporta come un cagnolino che abbaia a comando di un burocrate che solo pochi anni fa avrebbe condannato senza appello. Il citrullo dei congiuntivi sghembi oggi veste panni pagliacceschi perfetti per il circo istituzionale in cui è diventato vessillo di spettacolare quanto sciattissimo conformismo politico. Sarà fantastico vederlo rinnegare a comando perfino il Rdc.
Ma c’è più di una responsabilità anche nel Movimento oggi disconosciuto dai pasdaran Draghiani. All’epoca del governo Conte 1, Luigi di Maio era appena in grado di coniugare un congiuntivo, avergli concesso la carica di vicepremier è stato uno dei grossi errori commessi dalla dirigenza pentastellata di cui, sfortunatamente per i sorpresi di oggi, lo stesso di Maio faceva parte.
Insomma posso dirlo senza tema di essere smentito: Di Maio e la sua band sono davvero gli scappati di casa.