ROMA: I BAMBINI ONCOLOGICI SENZA DIRITTO ALLA SALUTE

DI GIOACCHINO MUSUMECI

 

Il primo comma dell’Art 32 della Costituzione sancisce il diritto alla salute che la Repubblica garantisce per tutti i cittadini: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.”
L’articolo 32 delinea un presupposto importantissimo nella società civile: deve esistere un servizio sanitario nazionale che garantisca il diritto alla salute per tutti i cittadini. Ma questo non vale a Roma dove è stato chiuso l’unico reparto destinato ai bambini oncologici che si vedranno sottrarre il diritto alla salute garantito dalla Costituzione.
La notizia concorre a costruire il quadro di brutalità politica di cui il governo Draghi e l’accozzaglia che lo sostiene sono principali responsabili.
Nella nostra società sempre più filoamericana in cui la Sx è possibile in versione “mostrificata” o reietta, l’erosione progressiva dello stato sociale si traduce in difficoltà per famiglie costrette alla sopravvivenza giornaliera, e, in caso di sfortunate vicende sanitarie, obbligate a investire ingenti capitali per le cure dei propri figli, marginalizzati tra le rovine della Democrazia sempre più appannaggio di pochi fortunati.
Le cure oncologiche, oggi tra le più costose, difficilmente possono essere affrontate se non attraverso finanziamenti o assicurazioni sanitarie che avvantaggiano i privati secondo programmi cominciati con l’avvento del governo Draghi e i suoi sostenitori che maledirò finché avrò anche solo un filo di voce. Maledetti siano anche coloro che sacrificano i cittadini nell’altare delle disuguaglianze.
Così tristemente e silenziosamente il reparto di oncologia pediatrica dell’Umberto primo chiude nell’indifferenza trucida di istituzioni divinizzate e forze politiche vergognosamente assenti o troppo codarde per difendere valori Democratici e cittadini dal delirante progetto di privatizzazione dei beni pubblici. I primi a subire le conseguenze di politiche del privilegio di casta sono i bambini attesi da un futuro senza le più elementari tutele dello Stato, e questo è solo l’inizio.
Ma peggio ancora il reparto di oncologia pediatrica chiude nel silenzio di cittadini inerti anche davanti a bambini che cresceranno senza diritti o moriranno perché troppo poveri.
Dato che le premesse per le prossime generazioni sono quelle della schiavitù, mi auguro che un cataclisma selettivo colpisca le sedi istituzionali italiane e le precipiti negli inferi con tutti i responsabili di uno sfascio che mi aspetterei in un paese del ventesimo mondo.