DI GIANCARLO SELMI
Queste le parti più significative dell’intervista al sociologo De Masi di Luca De Carolis.
“Grillo mi ha detto che ha rapporti frequenti con Draghi, cosa che ha raccontato anche ai deputati delle commissioni, mi risulta. Mi ha spiegato che il premier gli manda messaggi sulle cose da fare, sui provvedimenti da approvare, insomma sul rapporto da tenere con il governo.
Grillo acconsente?
Gli ho posto il tema, e lui mi ha risposto: “Finora Draghi mi ha dato tutto quello che gli ho chiesto sul piano politico da quando siamo al governo”. E ha aggiunto: “Io e il premier ci capiamo, siamo tutti e due dei nonni”.
Tra le richieste è arrivata anche quella relativa a Conte?
Sì. Secondo Grillo, Draghi gli ha chiesto di rimuoverlo dal M5S, perché inadeguato.
Lei come ha reagito?
Sono insorto, mi sono messo a urlare. “È indecente, si parla del tuo presidente, con quale diritto Draghi vi chiede questo?”. Poi gli ho spiegato anche che vogliono tenerli nel governo per cuocerli a fuoco lento. Sanno che in autunno, con questa crisi, i poveri aumenteranno in modo sensibile. Il M5S sarebbe pronto a farsene carico, a difenderli, e facendolo riacquisterebbe consensi. Ma non vogliono che questo accada. Vogliono danneggiare il Movimento, e mi pare che ci stiano riuscendo ottimamente.
Però Grillo dal governo non vuole uscire, giusto?
Sì. Gli ho chiesto il motivo e lui mi ha risposto: “Non si esce dalla maggioranza per un inceneritore (quello previsto a Roma con una norma del decreto Aiuti, ndr)”. Io comunque credo che il suo no allo strappo dipenda dal suo rapporto con Draghi.
Lei cosa farebbe se fosse in Conte?
“Fossi in lui ora me ne andrei. Non può venire una persona da Genova e decidere al posto tuo, dopo che ti sei caricato il peso del Movimento. Non puoi delegittimarlo così: è poco dignitoso”.
Il Garante non si rende conto di tutto questo?
“Quando gli ho detto che così Conte viene delegittimato, si è detto perfettamente d’accordo con me. Mi ha promesso che in futuro sarà più attento.”
Ieri dopo l’abbraccio con Conte (?), “l’elevato” si è fatto sentire, microfono in mano, in una convention, gridando con la sua solita verve: “ho dato un progetto a Conte. Come se l’avessi buttato nel cesso”.
Ritornano gli abbracci. Come con Di Maio.
Ma anche basta, no?
