DI GIANCARLO SELMI
– la Russia avrà nel 2022 un attivo commerciale di 250 miliardi di dollari. Nel 2021 era stato di meno della metà, 121 miliardi;
– secondo Bloomberg il rublo è la moneta dell’anno;
– le esportazioni verso Cina e India del gigante euroasiatico sono raddoppiate o addirittura, in alcuni settori merceologici, vedi energia, triplicate.
Le sanzioni contro Putin, costeranno all’occidente, inflazione ai massimi da 30 anni, stagflazione, recessione in economie già messe in ginocchio dal covid-19, fame e miseria, non esclusa la possibilità di disordini sociali.
Il nostro governo ed il suo Presidente, hanno mostrato tutta la loro inadeguatezza. L’inflazione era preventivata da tempo e la guerra c’entra poco o nulla. Si tenga conto che i pacchetti americani di sostegno all’economia, per il covid, per circa 1.200 miliardi di dollari complessivi, sono stati coperti dall’immissione in circolazione di nuova carta moneta e chiunque abbia studiato economia sa che, per legge economica, questo avrebbe prodotto inflazione. Inoltre, il mondo si risvegliava dopo quasi due anni di torpore, era inevitabile prevedere una crescita dei consumi, ergo, inflazione.
Le grandi corporazioni avevano fame di utili e la dinamica al rialzo dei prezzi, soprattutto nel settore dell’energia, ha assecondato quella logica.
La guerra ha aggravato una situazione preesistente. Nonostante si sapesse tutto da tempo, il nostro governo non ha pensato a contromisure. Le sanzioni alla Russia, vero e proprio boomerang, hanno completato il disastro.
Nella foto i prezzi in una pompa di benzina di Mosca. Ops! Ho sbagliato. Mi dicono che sia di Abbiategrasso. Non sarà Abbiategrado?
Ah dimenticavo: pare che quei guerrafondai dei russi, abbiano tutti i condizionatori accesi. Aveva ragione il Lucertolone, non vogliono la pace.
