SONO QUESTI GLI EROI CHE (FORSE) MERITIAMO?

DI EMILIANO RUBBI

 

Lei è Sanna Marin, la prima ministra finlandese.
È molto bella, è progressista, si batte per i diritti delle minoranze e per quelli della comunità lgbtq.
È pure figlia di due mamme, viene da una famiglia arcobaleno.
E ha appena firmato, senza battere ciglio, la condanna al carcere, alle torture, o alla morte, di una serie di innocenti.
Lo hanno appena fatto lei e Magdalena Andersson, la leader svedese, anche lei socialdemocratica e progressista.
È bastato che Erdogan minacciasse di non permettere a Svezia e Finlandia di entrare nella NATO, per far sì che entrambi i paesi accogliessero istantaneamente tutte le richieste del dittatore turco: estradizione di tutti i curdi ricercati da Ankara (tra loro c’è gente “colpevole” di aver partecipato a delle manifestazioni contro Erdogan o di essere attivista per i diritti delle donne curde) all’immediata cessazione del supporto allo YPG (gli eroi che liberarono Kobane dall’Isis, combattendo casa per casa).
Ricordate tutti i post in cui vi siete commossi, leggendo delle combattenti curde in Siria, ricordate il dolore per la loro morte e la gioia per le loro vittorie?
Ricordate, per chi l’ha letto, Kobane Calling di Zerocalcare?
Ecco, adesso Finlandia e Svezia hanno accettato di considerare dei “terroristi” quelli che hanno combattuto contro l’Isis, e un partner Erdogan, ovvero quello che foraggiava il terrorismo dello Stato islamico e massacrava i curdi.
Hanno accettato di condannare a morte insegnanti, attivisti, semplici dissidenti, per poter entrare in un’alleanza militare con lui.
E l’hanno fatto senza neanche trattare, accettando subito ogni condizione posta dal dittatore turco.
Erdogan, ovvero quello che l’UE seguita a pagare milioni e milioni di euro ogni anno per trattenere i migranti all’interno di veri e propri campi di concentramento, esattamente come avviene anche in Libia (altra nazione che paghiamo annualmente per fare la stessa cosa).
Siete proprio sicuri, adesso, che basti una patina di progressismo, un’attenzione più o meno di facciata ai diritti civili, per dividere il mondo in “buoni e cattivi”?
No, perché personalmente io, in questo momento, nutro tutto il disprezzo possibile per questa gente.
Disprezzo aggravato dal loro definirsi “democratici”, “liberali”, “di sinistra”, “evoluti”, “accoglienti”, “progressisti”.
È bastata una situazione di tensione, per portare Finlandia e Svezia a sancire che ci sono “diritti umani” che valgono più di altri.
Che ci sono vite che hanno un valore maggiore di altre vite.
Proprio come dicono Erdogan, Orban, Putin e via dicendo.
Forse sono questi, gli eroi che meritiamo.
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