DI GIORGIO CREMASCHI
Come abbiamo già scritto, la guerra è scomparsa dal dibattito politico delle elezioni.
Però la guerra continua e le spese per finanziarla lo testimoniano.
Il ministro della difesa del Governo Draghi, che come si sa continua la sua attività con tutti i suoi partiti nessuno escluso, ha presentato la relazione sulla spesa bellica per il 2022. Essa aumenterà dai 16,8 miliardi dell’anno precedente ai 18 di quest’anno. Un aumento di 1,2 miliardi, pari ad un più 7,1% di soldi spesi per armi e guerra.
Quanti servizi pubblici in più, quante persone potrebbero essere aiutate con un miliardo e duecento milioni? E invece questi soldi vanno ad alimentare la guerra in Ucraina ed i deliri di riarmo dei nostri governanti. Che poi quando chiediamo salari, pensioni, sanità e scuola ci dicono che i soldi non ci sono.
A proposito, questo nuovo aumento della spesa bellica non risulta abbia trovato contrasti dentro il governo, nemmeno dai ministri cinque stelle. Mentre ha il consenso di Meloni, sempre fedele a Draghi sulla guerra.
Capite perché i partiti principali e tutti i loro cespugli non parlano più della guerra? Perché la stanno continuando, zitti zitti, tutti d’accordo.
