MOVIMENTO: PROFESSIONISTI DELLA POLITICA? NON NEI PALAZZI

DI GIOACCHINO MUSUMECI

 

Questo post conclude le mie osservazioni su regole pentastellate che non condivido. Buona lettura.
Tantissimi italiani stimano il presidente Conte, io mi dichiaro apertamente tra questi, ho perfino scritto un post intitolato “ Conte è leggenda”.
Conte è persona onesta, faccia pulita, molto popolare, possiede la dialettica inappuntabile del giurista preparatissimo e paziente. Difficile coglierlo in fallo e questo ha comportato una vastissima fiducia da parte dei cittadini.
Due mandati come presidente del Consiglio di due governi diversi, oggi presidente del Movimento 5 Stelle, candidato alla prossime elezioni settembrine.
Qualcuno ha mai pensato al risvolto negativo del professionismo politico di Conte? No perché non c’è un risvolto negativo e ancor meno c’è nella sua esperienza che invece fa estremamente comodo.
Immaginiamo per un attimo lo scenario in cui il Movimento, come nel 2018, si ritrovi con percentuali bulgare di rinnovato consenso , obiettereste a Conte il terzo mandato da presidente del Consiglio in un governo? Io no, ne sarei entusiasta perché penso che possano esistere professionalità politiche longeve il cui operato all’interno dei palazzi sia fondamentale per il benessere della nazione.
Del resto la Costituzione nell’art 54 enuncia che i cittadini a cui sono affidati pubblici incarichi debbano espletarli con disciplina e onore senza limitarne i mandati nel tempo. Padri fondatori fuori di testa? No, disciplina e onore non sono valori a scadenza, o si possiedono oppure no e non ci sono regole che possano produrli artificialmente.
Qualcuno potrebbe obiettare riguardo i mandati di Conte che non era iscritto al Movimento e quindi quelli da premier non fanno testo: ciò però non esclude che Giuseppe Conte sia un politico con esperienza, un professionista della politica, idea orripilante nella logica del Movimento che non può produrre professionisti se non a tempo limitato.
Se il vincolo dei due mandati dunque deve prevenire il professionismo politico, dato che non previene i cambi di casacca, per fortuna Giuseppe Conte è immune al giudizio e alle regole. Perché piacerebbe Conte come premier? Perché oltre l’onestà che lo contraddistingue c’è una grande esperienza sul campo che lo rende utilissimo nelle dinamiche interne ai palazzi. Dunque speriamo bene che vada oltre il muro dei due mandati se qualcuno non avrà qualcosa da dire al riguardo.
E Beppe Grillo? Nessuno solleva il problema di un garante eccessivamente professionista e longevo, da sostituire con un garante fresco di nomina e magari più efficiente.
Insomma gli unici professionisti vietati sono i parlamentari buoni o cattivi che siano.
Il Movimento prevede alcune professionalità longevissime e altre inderogabilmente brevi. Ma di certo la ragione non è prevenire il voltagabbanesimo dato che oggi vediamo le defezioni di Crippa e d’Inca oltre tutte quelle precedenti.
Scorrendo le pagine dei social ho notato alcuni post di utenti pentastellati che ventilano Conte premier, Gratteri ministro delle Giustizia e Travaglio presidente Rai. Tre figure estremamente esperte, professionisti eccezionali su cui convogliare fiducia. Tantissimi vorrebbero Gratteri e Travaglio nei palazzi, quindi l’esperienza acclarata è carta utile. Eppure il Movimento ossimorico tranciacarriere parlamentari teme il professionismo dei propri rappresentanti esperti e li sostituisce, ma tanti iscritti grillini mai interpellati anelano comunque a esperti nelle cariche pubbliche.
It’s all.