DI MARIO PIAZZA
Per essere politicamente corretto avrei dovuto scrivere “avversari” al posto di nemici se non fosse che anche la correttezza politica è uno di essi. I nemici di noi sinistri si alternano in zona podio seguendo il mutare delle condizioni sociali ed economiche quasi che fosse l’ultimo giro di una gara di Moto3, evasori, corruttori, razzisti, guerrafondai, padroni dalle belle braghe bianche, omofobi, moralisti, proibizionisti… Ce n’è per tutti i gusti, e tutti insieme fanno capo a quella categoria che un po’ grossolanamente definiamo “fascisti”.
I tempi che stiamo vivendo, che li si osservi su scala planetaria, continentale, nazionale e giù giù fino alle riunioni di condominio, indicano con una chiarezza mai registrata prima come il nemico contro cui il Sinistro deve battersi senza quartiere sia chiunque non anteponga la ridistribuzione della ricchezza a qualsiasi altra considerazione.
E’ dai tempi dell’Unione Sovietica che ci triturano i testicoli con l’appiattimento del comunismo ed è sempre da allora che ci rifilano la panzana della meritocrazia. Due balle colossali che ci hanno portato a considerare normale che ricchezze smisurate convivano con povertà impressionanti che riducono a mera sopravvivenza le vite di milioni di persone.
Oggi più che mai è quella la linea di confine tra un Sinistro e tutti gli altri: quelli delle flat tax, delle tasse di successione, delle classificazioni catastali, della pace fiscale, dei condoni, degli scudi, della rottamazione delle cartelle e della nobiltà del lavoro precario.
Nemici, e insieme a loro ci metto senza remore anche quel finto progressismo che non ha voglia, coraggio e meno ancora convinzione per combatterli a viso aperto.