DI VINCENZO G. PALIOTTI
Il PD, ex partito di sinistra, si guarda intorno per cercare alleati che possano essere utili a sconfiggere la destra e per fare ciò ricorre anche ad appelli patetici e riferimenti al passato prossimo, pur di giustificare le sue scelte.
Io non ricordo quando Bersani decise di uscire dal partito oggi diretto da Letta, ma ricordo bene che nessuno, o quasi, spese una parola a favore di Pierluigi, anzi qualcuno si dichiarò soddisfatto parlando di un futuro “roseo” con l’avvento di Renzi. Oggi qualcuno, pur di non guardare verso Conte, si giustifica ricordando a tutti quel 2013 quando Bersani fu “umiliato” cercando di tirare dalla sua parte l’allora movimento di Grillo.
Tutto ciò è veramente stucchevole e puerile per tanti motivi, uno principale è che omettono di ricordare come fu poi trattato dal PD Bersani. Come non ricordare la questione dei 101 che “tradirono” la candidatura di Prodi al Quirinale, quando poi da uomo serio e probo non trovò altra soluzione che dimettersi da tutto. E non solo! Chi gli successe ereditò un 34% di gradimento e la “poltrona” a Palazzo Chigi, prima con Letta e poi con Renzi, che governarono con i voti che Bersani aveva raccolto con il suo programma “Italia Bene Comune” che fu buttato nel water con i risultati che sono ben noti a tutti, più umiliazione di questa?
Ed è ancora più ridicolo, per chi si attacca a quell’incontro con i 5 stelle, accettando di “imbarcare” poi nella coalizione Calenda che definisce la sinistra “frattaglie”. Nessuno scandalo, ora per chi frequenta il partito di Letta è più offensivo chiamarlo partito di sinistra che “frattaglie”. E vogliamo parlare degli alleati? Il resto della truppa reclutata? Brunetta, Gelmini, Carfagna, un tempo “nemici giurati” del PD, quello pre-Renzi, e della sinistra, autori di dichiarazioni deliranti, a volte volgari sul PD e sulla sinistra per compiacere il loro padrone. Alla lista, sarebbe il “fiore all’occhiello” manca ancora un nome, dice che correrà da solo, ma non è escluso che trovando la battaglia “troppo dura” non faccia marcia indietro e si aggiunga alla schiera “eccellente” già ben nutrita, in fondo per lui sarebbe un ritorno…
Quindi non è bastato ai più, agli “atlantisti” per capirci, aver fondato il PD per vedere la fine del partito che fu un tempo al fianco dei più deboli, dei lavoratori, delle classi dimenticate, delle disuguaglianze di ogni genere, per completare “l’opera” arriva questa coalizione dalle “sponde” decisamente opposte. E chi ancora crede che sia rimasto qualcosa di sinistra dovrà accontentarsi delle “frattaglie”, la carne, quella buona, è destinata ai Calenda, ai Letta e alleati, così come contenuto nell’agenda Draghi, l’ultimo decreto sugli aiuti 2 lo conferma chiaramente.
Foto in copertina International Web Post