DI MARIO PIAZZA
E così Giorgia avrebbe consegnato il fascismo alla storia… Capita di sentire frasi che non hanno alcun senso ma questa le batte tutte.
Alla storia abbiamo consegnato anche le stufe a carbone, ma non per questo abbiamo smesso di cucinare e di scaldare le nostre case.
Essere fascisti nel 2022 non significa affatto voler resuscitare una dittatura necrofila finita 77 anni fa a piazzale Loreto, significa invece trarre da quei mostruosi vent’anni i principi che ispirano le azioni e i pensieri di oggi.
Essere fascisti oggi significa non condannare la violenza come strumento politico, significa ottenere consenso stimolando la parte peggiore della natura umana, significa subire la democrazia invece di difenderla, significa negare il diritto di pensarla e di comportarsi diversamente seppur nel rispetto delle leggi, significa mettersi al servizio dei potenti fingendosi amici del popolo, significa soffocare con qualsiasi mezzo i tentativi di progresso sociale e civile.
Questo fa Giorgia Meloni tutti i giorni con l’entusiastico appoggio del suo compare Matteo Salvini e con l’acquiescenza di nonno Silvio finalmente messo sotto tutela per sopraggiunta incapacità senile. Per averne la certezza non occorre un politologo, basta sfogliare un qualsiasi giornale degli ultimi anni che racconti delle sue prodezze, dei suoi discorsi, delle sue alleanze e delle sue amicizie.
Non ci sono ciprie o maschere che possano coprire un’anima fascista, e del resto a tanti piace proprio per quello.