14 AGOSTO 1944 – IRMA BANDIERA NON PARLO’

DI LEONARDO CECCHI

 

Le chiesero i nomi dei suoi compagni, degli altri partigiani. Irma Bandiera non parlò.

Decisero allora di torturarla per farla parlare. Lo fecero per sei giorni consecutivi, e lei ancora non parlò. Arrivati a quel punto, i nazifascisti l’accecarono. Ma anche lì, Irma non diede loro neanche un nome.

Dopo tutto questo, dopo le torture a cui Irma rispose sempre con il silenzio, ebbero un’idea La trascinarono fuori casa dei suoi genitori, devastata, dolorante a causa delle torture. La scagliarono sul marciapiede e uno dei torturatori le disse: “Ne vale la pena? Dacci qualche nome, e potrai entrare in casa. Dietro questa finestra ci sono tua madre e tuo padre”.

Un’ultima volta, Irma Bandiera non proferì una parola.

Quel 14 agosto 1944, l’ammazzarono lì davanti, a Meloncello di Bologna, con dei colpi di pistola, davanti a casa dei suoi genitori.
Alle donne e agli uomini come Irma Bandiera, che hanno dato la vita per combattere l’invasore e per la libertà, il ricordo di tutto il Paese.