LE SANZIONI SONO UN BOOMERANG E NOI EUROPEI SIAMO A PEZZI

DI PAOLO DI MIZIO

 

Tutte le previsioni occidentali sull’impatto delle sanzioni alla Russia sono saltate. Ricordate le previsioni degli USA: “La Russia andrà in default entro la fine di marzo”. E i portavoce della Casa Bianca in Italia, come Enrico Letta: “Tra pochi giorni la Russia sarà in ginocchio” (5 marzo 2022), e Mario Draghi: “Volete la pace o i condizionatori?” (6 aprile 2022).

Be’, siamo a una Waterloo dell’Occidente, grazie a questi veri incapaci. Hanno perso la battaglia su tutto il fronte. La Russia ha sbaragliato l’Occidente, di pace neanche l’ombra, Zelensky annuncia controffensive che non si vedono, bombarda la centrale nucleare di Zaporizhzha per creare l’incidente atomico e coinvolgere anche noi nella guerra, e noi compriamo a 300 euro per MWh il gas che l’anno scorso la Russia ci forniva a 19 euro. Non solo: ma il regime di prezzi alle stelle durerà – se tutto va bene – almeno fino al 2024; se tutto va male, per oltre un decennio.

La sconfitta avrà conseguenze durature sull’Europa, destinata a una progressiva distruzione della sua ricchezza. È quello che l’America voleva.
È finita l’epoca del benessere e dell’abbondanza che abbiamo conosciuto fino ad oggi in Europa. È finita per l’incapacità e la vigliaccheria dei nostri governanti, Draghi in testa a tutti.

La disfatta è chiara perfino all’HuffPost del gruppo GEDI (Agnelli/Elkann) e portavoce della retorica bellicista di NATO/USA insieme a Repubblica, La Stampa e Corriere della Sera.

Adesso chi pagherà, si chiede la testata? Non pagheranno gli incapaci che ci hanno portato a questo punto – Draghi, Letta, Di Maio, Renzi, Meloni e quasi tutto l’arco politico, compresi gli inetti Scholz, Macron, Ursula, Charles Michel, Borrell. Il conto lo pagheremo noi, ossia i ceti medi, medio-bassi e proletari. I medi diventeranno poveri e i poveri più poveri. Addio, l’Europa Felix è morta.

Foto da HuffPost.