DI ALFREDO FACCHINI
Da giovedi scorso, nell’Estremo Oriente russo, hanno preso il via le quadriennali esercitazioni militari russe denominate “Vostok 2022”(Oriente). E fin qui nulla di nuovo sotto il sole. È un appuntamento fisso.
Ma a questo giro di giostra, ecco la notizia, sono salite anche Cina, India, Laos, Mongolia, Siria, Nicaragua, Algeria, oltre a diverse ex Repubbliche sovietiche tra cui la Bielorussia. Non era mai accaduto.
Vladimir Putin ha reso così visibile, come meglio non poteva, che il Cremlino non è solo. E chi sono i nemici di Mosca.
Le manovre si stanno svolgendo nell’Estremo Oriente russo e nel Mar del Giappone e coinvolgono più di 50 mila soldati e oltre 5 mila unità d’arma, inclusi 140 aerei e 60 navi da guerra. Termineranno il 7 settembre.
Il generale, Giuseppe Morabito, membro fondatore dell’Igsda e del Collegio dei direttori della Nato Defense College Foundation: “Si tratta di una esercitazione di tipo convenzionale, sebbene vi prendano parte ben tre potenze nucleari e cioè Cina, Russia e India. Manovre di questo tipo sono molto importanti, perché permettono alle truppe coinvolte di usare le stesse procedure, affrontare le stesse problematiche, dimostrare quindi di avere quanto meno una sinergia comune applicabile in caso di guerra”.
Anche la Cina con la sua presenza ha voluto inviare un telegramma a chi ha brutte intenzioni su Taiwan: l’isola è territorio cinese che deve tornare alla madrepatria e chi intendesse impedirlo deve sapere che Pechino può contare su un amico fidato a Mosca.
Cui Heng, analista cinese, osserva sul “Global Times” come sia “una scelta razionale per Cina e Russia abbracciarsi e aiutarsi a vicenda mentre affrontano gli sforzi degli Stati Uniti volti a contenerle”.
A voler andare più a fondo è invece apparentemente singolare la presenza dell’India, un Paese non ostile all’Occidente tanto da far parte del “Quad”, un’alleanza strategica informale tra Australia, Giappone, India e Usa con lo scopo di contenere l’espansionismo cinese nella regione dell’Indo-Pacifico.
Evidentemente, Nuova Delhi, vuole sentirsi con le mani libere, visto che è in affari con Mosca e Pechino nel “Brics”. (Russia, Cina, India, Brasile e Sud Africa)
Insomma quanto sta avvenendo in queste ore ad Oriente è un nuovo e non trascurabile capitolo della “Guerra Fredda 2.0”.
Il sogno Americano di un mondo “unipolare” rischia di trasformarsi in un incubo. Le cancellerie d’Occidente sono avvertite: è il caso che facciano bene i conti con il “resto del Mondo”, prima che sia troppo tardi.