MEZZO UOMO CHI?

DI MARIO PIAZZA

 

Da molto tempo i comizi hanno smesso di essere una prova di stile oratorio, sono finiti i tempi in cui persino un fucilatore repubblichino come Almirante sapeva dire cose tremende senza violare le regole della civiltà.

Tra le tante cose buone che il teleberlusconismo ha distrutto ci possiamo mettere anche questa, da quel maledetto 1994 in poi è stato un crescendo inarrestabile di volgarità e di risse a cui pochissimi sono riusciti a sottrarsi. Una marea montante di merda insopportabile, robaccia maleodorante come i ruggiti meloniani, le bambole gonfiabili di Salvini e gli inviti allo stupro di Grillo.

Le frasi che Giuseppe Conte ha pronunciato rispondendo alle illazioni di Renzi sul Reddito di Cittadinanza non sono tra le sue più felici “Vieni a parlarne tra la gente senza scorta… Parla di vergogna, si vergogni lui che fa marchette al Rinascimento saudita” ma nel panorama generale non mi sembrerebbero un granché se non fosse per la reazione scomposta del bulletto che col sangue alla testa e nell’impossibilità di aggredirlo fisicamente ha dato sfogo alla rabbia ricorrendo al peggior insulto diretto che si possa rivolgere a una persona di sesso maschile… Mezzo uomo.

Nulla fa perdere il lume della ragione più della verità quando essa rivela qualcosa di cui noi stessi ci vergogniamo, e che Renzi debba vergognarsi per la cinica disinvoltura con cui insulta la povera gente e per la pietosa marchetta venduta al peggior tiranno del mondo arabo è qualcosa su cui tutti dovremmo essere d’accordo.

Tutti, persino lui.