DI ANTONELLO TOMANELLI
Ora che il conflitto si fa duro, con un’offensiva russa senza precedenti, incominciano a vedersi le iniziative per la Pace.
Ad aprire le danze è stata ieri la manifestazione organizzata a Roma da Pd e +Europa, che Enrico Letta, l’ossimoro ambulante, aveva introdotto così: «Noi siamo per la Pace, e ovviamente per tutte le iniziative in cui viene dato il segnale che c’è una chiara responsabilità da parte della Russia».
Si è trattato di un semplice sit-in, con Letta dagli occhi di tigre del segretario dimissionario, ma timidamente posizionato soltanto nei pressi dell’ambasciata russa. Non si sa pressoché nulla di come è andata, perché i media ne hanno parlato molto poco. Giusto una stretta inquadratura nell’intervista resa ieri sera quasi in diretta nel corso di Piazza Pulita. Chiari segnali di come è andata.
Quella organizzata da Carlo Calenda, invece, si farà a Milano. Un aspetto positivo c’è, perché due facce come quelle di Letta e Calenda insieme sarebbe stato troppo anche per una metropoli. Calenda la chiama iniziativa di Pace. In realtà, sarà un corteo marziale, considerando le parole con cui l’ha preannunciata: «Se sei contro l’invio delle armi in Ucraina e contemporaneamente chiedi la Pace, stai chiedendo la resa». Inizialmente incredulo, ho controllato: ha detto proprio così.
Poi ci sarà la manifestazione di Giuseppe Conte, sempre a Roma, insieme a svariate associazioni, tra cui Arci, Acli e Anpi. Sarà la manifestazione più seguita, perché si sa, la stragrande maggioranza del popolo italiano vuole la Pace.
Ora, che Letta e Calenda non siano dei geni, a parte quattro gatti, lo hanno capito tutti, tant’è che probabilmente incominciano a sospettarlo anche loro. Ma se, sondaggi inequivocabili alla mano, continui a manifestare odio per la Russia, i casi sono due. O non hai capito nulla di quello che sta succedendo, oppure sei in mala fede e vedi la Pace come il fumo negli occhi. In ogni caso, te ne stai fregando del popolo italiano.
Se vuoi la Pace, devi per prima cosa dimostrare una equidistanza tra le parti. E non puoi considerarti equidistante se ritieni propedeutico ad una marcia per la Pace mettere qualcuno sul banco degli imputati.
Poi, se davvero vuoi evitare che il mingherlino Tizio e il palestrato Caio si picchino, non urli di aver sbagliato soltanto a Caio, passando cubetti di porfido a Tizio, pur conoscendo le sue colpe. Perché Caio si innervosirà nel non vederti come interlocutore imparziale, e magari finirà per prendersela anche con te, finto paciere, mentre Tizio si sentirà legittimato a continuare a odiare e sfidare Caio.
A leggere le dichiarazioni di Conte, sembrano quelle più coerenti: «Condanna della Russia e sostegno alla popolazione ucraina a cui riconosciamo il diritto all’autodifesa. Ma è scomparso il negoziato di pace, che per noi è l’unica via d’uscita. Vogliamo una grande conferenza di pace sotto l’egida dell’ONU e con il sostegno della Santa sede».
In effetti, sono parole che esprimono un desiderio di Pace reale e non ipocrita, perché riflettono una posizione equidistante. La Russia ha sbagliato e l’Ucraina ha il diritto di difendersi. Ma fermiamoci. Riconoscere alla popolazione ucraina, non all’Ucraina, il diritto all’autodifesa, implica che è un errore continuare ad armare Zelensky, un pazzo che ha invocato più volte un attacco nucleare preventivo della Nato.
Se davvero vuoi la Pace, uno così non lo armi. Conte non è un putiniano che non vede l’ora che l’Ucraina venga fagocitata dalla Russia, ma è solo fermamente convinto, come i più, che bloccare ogni aiuto militare all’Ucraina renderebbe più che possibile un negoziato con la Russia, unico passo per evitare che i nostri peggiori timori si avverino. A odiare la Russia non ci guadagna nessuno.