DI TURI COMITO
Che una cosa così idiota, detta “a caldo” senza manco aspettare un minimo di approfondimento, la scriva uno qualsiasi di noi fessacchiotti che abbiamo a malapena la terza elementare e ragioniamo secondo gli umori del momento, va benissimo. Stiamo sui social per sfogare le nostre ansie.
Che la scriva uno che ha diretto il Tg1, il Sole che scrive editoriali per repubblica, che frequenta negli USA, dove vegeta, il gotha cultural finanziario di quel paese, che insegna giornalismo in ‘prestigiosissime” università del pensiero unico, che fa il “fact checker” eccetera, dà la plastica idea di come lui, e coloro i quali si servono di lui, siano intellettualmente infinitamente al di sotto di chiunque di noi (putinversteher, antiputin, novax, sivax, bandito o santo) scriva o possa scrivere le stesse cose.
Ognuno di noi che spara cazzate qui è un finissimo intellettuale a confronto. Ma questa storia da l’idea, soprattutto, che il motivo per cui i social sono inquinati profondamente dalla idiozia e dalla tracotanza, prima ancora che dall’ignoranza, è che gente come questo qua abbia cittadinanza nei media di massa mainstream e sia considerato un “esperto del ramo”.
Perché lui e quelli della sua razza dominano non i social, che non valgono nulla in termini di formazione di opinione pubblica di massa, ma in tv (che continua ad essere la principale agenzia di orientamento delle idee del grande pubblico) e nei salotti del potere laddove si prendono decisioni serie.