ROMINA, DAL BUIO ALLA LUCE

DI CLAUDIA SABA

Lei è Romina, mamma di un ragazzo di 20 anni.
Inizia a frequentare Claudio Pinti dopo la morte della compagna Giovanna.
Pinti è papà di una bimba, un gran lavoratore, una brava persona.

Suo figlio è felice di quella
relazione.
Finalmente sua madre ha qualcuno che si prenderà cura di lei.
Claudio è una persona allegra, un racconta storie.
E nelle sue storie si vanta di aver avuto tante donne.

Romina non lo prende molto sul serio ma non vede nulla di male
in quei racconti un po’ sfrontati.

Tutto sembra andare bene fino a quando Romina si ammala.

Una persona che conosce bene Claudio le racconta che Giovanna, la prima compagna dì Claudio, è morta di aids.

Per Romina si fa buio intorno.
Non crede possibile che una tragedia simile stia accadendo proprio a lei.
Fa il test. È negativo.
Lo fa una seconda volta come prevede il protocollo e questa volta è positivo.
Insieme a suo figlio affronta Claudio.
Lui nega tutto.
Dice di essere stato sieropositivo ma di non avere più il virus.
Dice anche che i medici mentono e che le cure non servono a niente.
‘La mia compagna non ha voluto ascoltarmi ed è morta’, la sbeffeggia Claudio.
Si riferisce a Giovanna, la donna con cui ha vissuto prima di Romina, morta di un cancro provocato dal virus.
Romina è scioccata.
Non riesce a credere che l’uomo che diceva di amarla le abbia rubato la vita.
Denuncia.
Claudio Pinti viene accusato di lesioni gravissime.
Dalle indagini emerge che sono circa duecento le donne e gli uomini che hanno avuto rapporti sessuali con lui.
Romina continua la sua battaglia.
Cura la malattia con le nuove terapie antiretrovirali e affronta il suo carnefice in tribunale senza perdersi d’animo.
Claudio Pinti viene condannato a sedici anni di carcere.

Una sentenza irrevocabile, motivato con un dispositivo di 27 pagine.

Romina ha ripreso a vivere.

Il virus, grazie alle terapie, non può replicarsi.

Ha deciso di dedicare il suo tempo a sensibilizzare le persone alla prevenzione.