DI LIDANO GRASSUCCI
Piove, a tratti piove forte, poi si dimentica di piovere e pare smettere per ricominciare. Il cielo è un cappuccino, latte e caffè. La strada è di asfalto pulito e l’acqua stagna dove può. Tempo da lupi, o saranno i lupi a stare nel tempo.
Tutto è bagnato, vorrei non andare ma restare a giocare con le fantasie che ti vengono a trovare. Fate e gioielli, cammini accesi e fumo che si confonde col cielo cappuccino. Gatti attraversano la stanza pigri per cercare un altro posto dove aspettare la notte per la caccia, anche se non cacciano più, satolli di croccantini.
Il calore fa un’oasi nel gelo. Lei si ammalizia, si guarda ad occhi chiusi, si pensa a occhi aperti. Indossa la sua eleganza e spoglia della sua timidezza. Si sente come al centro di un palcoscenico con l’occhio di bue su lei, e si riguarda, ma l’unico pubblico è lei in quella fantasia di un uomo chiuso in sé dalla pioggia della vita.
Pioggia dirotto, ora pare no, ma si prepara nel cielo cappuccino un nuovo scroscio forte. Lei nella stanza ora si specchia della sua ardita bellezza, del suo osare a giocare a scacchi con la seduzione, regina del gioco muove ove vuole, come vuole, lui cavallo stanco, fante pigro.
Piove, i pensieri seguono fili che si aggrovigliano fanno nodi e non gomitoli e anche il gatto li ignora. Cose di umani, cose che non si capiscono. Occhi bigi, un magione di lana grossa a cercare caldo su di un tappeto di calore.
Piove, a tratti piove forte, il cielo è un cappuccino. Una auto schizza l’acqua che stagna e fa un onda. Tutto è un racconto, tutto è solo un brivido di freddo.
Lidano Grassucci da
14 Dicembre 2022