MAFIA: NON BASTA INDIGNARSI DI FRONTE AD UNA SOLA PARTE DI VERITA’

DI BARBARA LEZZI

BARBARA LEZZI

 

Non sarò molto popolare con questo mio post perché non sono un’attrice dell’indignazione ma ho il brutto vizio di cercare spiegazioni che non sono mai giustificazioni ma intendono dare un quadro di insieme.
In questi giorni, giustamente, si parla della rete che ha permesso a Messina Denaro di vivere tranquillo a casa sua pur essendo l’uomo più ricercato d’Italia.
E in questi giorni, circolano sui media alcune interviste che fanno raggelare il sangue in cui si sentono pronunciare parole assurde a difesa del boss. Sì, proprio così, a difesa e sfacciatamente contrari all’arresto.
Ho sentito e letto parlare di humus, di contesto omertoso, di connivenza con la mafia da parte dei cittadini che hanno consentito, e ancora permettono, che la mafia possa farsi bellamente i fatti suoi.
Basta indignarsi e gridare contro l’intervistato che afferma che Messina Denaro non doveva essere arrestato?
C’è qualche giustificazione di fronte a questo?
No, nessuna giustificazione ma le spiegazioni ci sono e io non ho paura di metterle sul piatto perché se vogliamo fare opinione, se riteniamo di essere migliori, se ci sentiamo eticamente e moralmente superiori, lo dobbiamo fare.
Nel nostro Paese sono accaduti eventi, per certi versi indicibili. In una sentenza c’è scritto nero su bianco che lo Stato ha agevolato una latitanza di un boss per evitare altre stragi: la trattativa. Un uomo, dopo esser stato un infiltrato delle forze dell’ordine, viene ucciso poche ore prima di entrare nel programma di protezione ma erano pochissime persone a saperlo, si chiamava Luigi Ilardo.
Abbiamo al governo un partito fondato da un condannato per mafia.
Abbiamo politici di rilievo accusati di reati di mafia.
Questo elenco potrebbe continuare e, lo ripeto per i professionisti della strumentalizzazione, non può rappresentare nessuna forma di giustificazione dell’omertà (o peggio dello schierarsi contro la giustizia) ma può spiegare quel senso profondo di sfiducia nello Stato che in molti territori c’è anche perché sono stati abbandonati e condannati alla povertà proprio perché funzionale alle attività mafiose.
La cultura mafiosa non è solo il frutto di alcuni cittadini con posizioni riprovevoli ma è anche il risultato di un’assenza dello Stato o peggio delle diverse opacità dello Stato.
Per questo dico che non basta indignarsi di fronte ad una sola parte della verità, per questo dico che, se non cerchiamo le ragioni di ciò che accade, le radici mafiose non saranno mai nemmeno intaccate e rischieremo di soffocare nell’ipocrisia.